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Code all’Agenzia delle Entrate, Cugini (Pd): «Almeno l’attesa sia dignitosa»

Il capogruppo del Pd: «»Sindaco e prefetto intervengano per permettere un’attesa dignitosa della condizione umana». Giardino (Misto): «Il problema è in tutte le sedi d’Italia»

«Stamattina ero la prima in fila. Orario di arrivo 6.30. Poi ho dovuto lasciare il posto a mio padre affinché mi sostituisse lui perché io mi sono “dovuta” recare a lavoro. Assurdo. Ovviamente nessuno vigila sulla fila e degrado puro tutto intorno. Ieri alle 7.15 c erano già undici le persone in fila e il primo, un signore anziano, a cui ho chiesto a che ora fosse arrivato, mi ha risposto alle 6. Siamo un Paese che fa ridere i polli ma anche le galline e i pulcini... diciamola così per evitare le parolacce». Questa è solo una delle tante testimonianze sui social dei piacentini alle prese con le interminabili code agli uffici di via Modonesi dell’Agenzia delle Entrate di Piacenza. Da quando hanno riaperto gli uffici dopo il lockdown, sono tante le segnalazioni che si susseguono sui lunghi tempi d’attesa per accedere ai servizi dell’ente. Il problema della carenza di personale e del poco utilizzo di servizi online, costringe i piacentini bisognosi di una interazione con l’Agenzia a dover perdere intere mattinate per sbrigare le pratiche.

Sulla vicenda sono intervenuti anche alcuni consiglieri comunali, come Michele Giardino del Gruppo Misto. «Giustamente sono state denunciate le intollerabili code davanti all'Agenzia delle Entrate di Piacenza – spiega Giardino -. Solo perché sia chiaro che il problema non riguarda solo la nostra città, segnalo qualche titolo giornalistico di altre testate a riprova del fatto che il disagio non è neppure soltanto regionale. Quindi il livello della soluzione, della decisione è alto, molto alto». Frequenti anche i malesseri accusati dai piacentini in coda, con la mascherina, sotto il sole, in piedi, per ore. «Ma stiamo parlando di cittadini di Piacenza – osserva anche il capogruppo del Partito Democratico Stefano Cugini - o no? Allora, a prescindere da chissà quale intoppo burocratico, bisogna chiedere a Sindaco e Prefetto di intervenire per mettere in sicurezza la zona e creare le condizioni per attese "dignitose della condizione umana". Poi bisogna contattare il ministro perché rimuova su due piedi dirigenti che dopo mesi di disservizio non si degnano di aprire bocca per dare spiegazioni (da quel che si capisce). Punto. Il resto viene dopo».

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