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Domenica, 23 Giugno 2024
Non si placano le polemiche

«Nel 2018 l’ordine degli architetti comunicò il bando, stavolta no»

Commissione qualità architettonica e paesaggio, la testimonianza di un professionista: «Nessuna mail ha avvisato della possibilità di candidarsi». Centrodestra all’attacco: «Chi ha responsabilità in questa vicenda paghi»

Non ci sarebbe stata alcuna comunicazione sulla possibilità di rendersi disponibili per la commissione qualità architettonica e paesaggistica. Una mail da parte di un professionista piacentino è stata recapitata ai consiglieri del centrodestra e di “Alternativa per Piacenza” in queste ore per "fornire un contributo" alla discussione. La vicenda è ormai nota: il centrodestra ha accusato in aula l’assessore all’urbanistica Adriana Fantini di aver «condizionato» l’elezione di ben tre architetti (lo stesso assessore svolge questa professione) su sette membri della commissione. Due di questi professionisti avrebbero lavorato nello studio dell’assessore.

L’architetto che scrive alla stampa e ai consiglieri comunali fa sapere che «nel 2018, in data 18 giugno, ricevevo mail dall'Ordine Architetti di Piacenza avviso di raccolta adesioni per il rinnovo della Commissione. Avviso che si può ancora trovare al seguente link: https://www.ordinearchitetti.piacenza.it/rinnovo-commissione-qualita-architettonica-e-paesaggio-comune-di-piacenza-raccolta-adesioni/ . È prassi ormai consolidata che l'Ordine Architetti di Piacenza diffonda a mezzo mail e sul proprio sito i bandi e le selezioni del Comune di Piacenza.

L'anno scorso, invece, non ho ricevuto nessuna comunicazione». Il professionista chiede ai consiglieri comunali: «come hanno fatto i professionisti che hanno inviato la propria candidatura ad essere informati del bando? Si è forse voluto restringere la platea a solo pochi invitati? L'ordine architetti era stato avvisato ma si è scordato di pubblicare il bando? È invece il Comune che si è dimenticato di avvisare l'ordine architetti?».

IL CENTRODESTRA: «VICENDA DISDICEVOLE, CHI HA RESPONSABILITA’ RISPONDA»

«Lo abbiamo ripetuto in ben due Consigli comunali eppure l’Amministrazione ha preferito far finta di nulla: non è stata garantita l’adeguata, e consueta, pubblicità alla raccolta di candidature per la Commissione, come avveniva in passato sia a garanzia dei tanti professionisti piacentini che hanno diritto, se lo vogliono, di proporsi, sia del dovere di trasparenza delle procedure che deve garantire il Comune e che invece è vergognosamente mancata. Oltre ai diversi casi di professionisti che non hanno avuto notizia della raccolta dei profili e che noi abbiamo già portato all’attenzione del Consiglio Comunale, la conferma della poca chiarezza adottata dall’amministrazione arriva anche la pesante e-mail ricevuta quest’oggi dalla stampa e da noi consiglieri, inviata da un tecnico giustamente amareggiato perché, come molti altri, non essendo stato adeguatamente informato non ha nemmeno potuto candidarsi. Per potersi candidare a Piacenza, a quanto pare, non è sufficiente avere i requisiti previsti dalla legge e dal Regolamento comunale ma è meglio essere nella cerchia dei collaboratori o dei consulenti di qualche membro della Giunta. Un vero pasticcio, una vicenda opaca e disdicevole sotto diversi punti di vista che abbiamo fortemente stigmatizzato e che, anche alla luce di questa ulteriore conferma, richiederà un doveroso urgente approfondimento, ma che già così rende la cifra di un’Amministrazione che si distingue solo per supponenza e mancanza di chiarezza, più propensa ad agevolare chi è a lei più affine penalizzando gli altri». Così i gruppi consiliari “Barbieri Sindaco Trespidi con Liberi”, “Fratelli d’Italia” e “Lega Salvini premier” tornano sulla vicenda ribadendo «il massimo rispetto delle figure designate e della loro professionalità che non è in dubbio» ma definendo l’intera vicenda «un fatto grave, gravissimo che conferma, dopo la non chiara richiesta di due diversi elenchi di nominativi di candidati a un medesimo ordine, come sulla composizione di questa commissione la Giunta abbia voluto forzare le regole e intervenire per spingere il Consiglio, unico titolato ad occuparsi delle designazioni, verso candidature amiche con metodi quantomeno poco chiari. Alla luce di questa ulteriore novità, che riporta ancora una volta la vicenda negativamente all’attenzione della città – annunciano i consiglieri – ci muoveremo nelle sedi adeguate per chiedere che chi, nell’Amministrazione, ha creato questa situazione e che ovviamente non può più godere della fiducia del Consiglio, ne risponda direttamente».

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