«Commissione welfare improduttiva», ma durerà altri due mesi

Il presidente della Commissione welfare Massimo Polledri chiede una proroga di 4 mesi: l’aula gliene concede 2, dopo che il Pd ha criticato la sua gestione dei lavori. Critiche anche alla ricostruzione giornalistica della relazione sull’alluvione a Roncaglia

Annalia Reggiani (Pd)

È scaduto il tempo per la commissione welfare, istituita “ad hoc” durante la discussione sul bilancio a luglio con l’obiettivo di scandagliare in 4 mesi di sedute tutte le voci di capitolo legate ai servizi sociali. I quattro mesi sono passati e il suo presidente Massimo Polledri (Lega Nord) – fu la maggioranza a volere un esponente dell’opposizione a dirigere i lavori – ritiene di non aver portato a termine il suo compito. Da qui, con una mozione presentata durante il consiglio comunale del 25 gennaio, la richiesta di prorogare di altri 4 mesi le sedute e poter così continuare.

«La commissione – ha però fatto notare Annalia Reggiani del Pd - non si è mossa in maniera fattiva, produttiva. Abbiamo sollecitato la presidenza a cercare di tirare le fila per riuscire a ottenere informazioni necessarie nei 4 mesi. Si è parlato di temi e ambiti non inerenti. Per senso di responsabilità, bisogna che il modo di condurre la commissione cambi e sia più operativo. Bisogna tirarsi su le maniche perché i cittadini pagano. Quattro mesi di proroga sono troppi, in due mesi ce la possiamo fare. D’accordo con Reggiani i colleghi del Pd Miriam Bisagni, Sandra Ponzini, Laura Rapacioli, Manuel Rossi e Stefano Perrucci».

Gli unici contro fin dal principio all’istituzione di una commissione speciale ad “hoc”, oltre ai “Moderati”, furono i 5 Stelle. «Poteva svolgerlo la commissione 3 – ha ricordato il suo pensiero il capogruppo pentastellato Mirta Quagliaroli - questo compito, senza istituire un altro organismo. Comunque due mesi possono andare bene per elaborare un documento». «La commissione è stata istituita in tre secondi – è l’osservazione di Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi) - fuori tempo massimo, e ha preso il posto della numero 3. Si chiede agli altri di essere efficienti e poi facciamo un “copione”».

«Se questa ha sostituito la commissione 3 – è intervenuto anche Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - allora bisognerebbe chiedersi se quella ha senso o no. La commissione welfare si è data un programma dei lavori che nessuno ha contestato. Qua si tirano in ballo sempre i gettoni di presenza: se andiamo avanti continuamente su questo discorso, introduciamo il principio che la “medaglia” venga attribuita in relazione alla partecipazione: non all’appello, ma all’intervento durante i lavori. Su questo punto è intervenuta la Corte dei Conti. Questa commissione aveva un missione, deve chiudere il suo lavoro e consegnare il documento al Comune». L’emendamento di Reggiani e del gruppetto del Pd che chiedeva a Polledri di correggere (da 4 a 2 mesi) la durata della proroga ha ottenuto il disco verde – all’unanimità – dell’aula. Unici contrari alla proposta di prolungare l’esistenza della commissione speciale Pascai e Bricchi (Pd), Castagnetti (Piacentini per Dosi), mentre si sono astenuti Pallavicini (Sinistra per Piacenza), Zucconi (Gruppo Misto) e Tassi (Pdl). Polledri avrà così due mesi in più per elaborare un documento finale da sottoporre al consiglio comunale.

Se una commissione, alla luce della volontà di prorogare la sua attività, non ha terminato il suo compito, un’altra ha esaurito la sua missione. La commissione d’inchiesta sull’alluvione che ha colpito lo scorso 14 settembre le frazioni di Roncaglia e Borghetto ha elaborato una relazione finale, che verrà discussa in consiglio comunale nelle prossime settimane. Ad alcuni consiglieri non è andata giù la ricostruzione giornalistica dell’ultima seduta, in cui tutti i presenti hanno votato il testo. «Ciò che hanno scritto i giornali – è intervenuto Marco Colosimo (Piacenza Viva) - sulla relazione finale della commissione d’inchiesta - non corrisponde al vero. Abbiamo fatto un buon lavoro in poco tempo, abbiamo ascoltato i diretti interessati – non tutti -, e non diciamo che tutti sono innocenti. Qualcuno le colpe ce le ha. Speriamo di presentare in consiglio la relazione».

«Quella – è il commento di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - era una relazione. Facciamo ascoltare al riguardo alcuni membri della società. Facciamo un dibattito in consiglio comunale con il Comitato nato a Roncaglia dopo l’evento dell’alluvione. La città è piccola e mormora: bisognava verificare se la commissione avesse esaurito tutte le sue richieste, prima di passare a dibattere in consiglio comunale». «Si potrebbero sentire – è il parere di Andrea Gabbiani (Movimento 5 Stelle) - più persone per allargare il quadro uscito dalla commissione. Sui giornali è stato interpretato in maniera distorta. Abbiamo fatto una relazione interna, precisa, ma ci sono altri soggetti da sentire. Dobbiamo evitare che esca un messaggio male interpretato. È uscita una sorta di decisione finale, che invece è più complessa di quel che sembra». Sul tema ha preso posizione anche il presidente del consiglio comunale Christian Fiazza. «La commissione era gratuita, non aveva i costi. Se si ritiene opportuno un nuovo approfondimento, si può fare. Era arrivata la richiesta di stilare la relazione finale a porte chiuse, senza giornalisti. Gli uffici hanno commesso un’imprecisione: hanno invitato la stampa, che si è presentata». E che ha riportato la relazione nei suoi punti più salienti e significativi.

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