Comparto logistica, Molinari e Tarasconi (Pd): «Tutelare diritti lavoratori appalti postali»

Dopo le numerose denunce segnalate dai sindacati delle ditte in appalto a Poste Italiane, i consiglieri regionali Pd chiedono che la Giunta intervenga sull'azienda per scoraggiare fenomeni come "gare a ribasso"

La tutela dei lavorati degli appalti postali - considerato che i sindacati piacentini hanno già registrato le denunce di persone che prestano servizio nelle aziende PI.GA. srl e LID srl - è al centro di una interrogazione presentata dai consiglieri Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi. I consiglieri chiedono quindi di sapere “quali strumenti siano a disposizione della Giunta e come intenda intervenire nei confronti di Poste Italiane per sollecitare il pieno rispetto dei diritti dei lavorati degli appalti postali”.

“Le denunce – hanno evidenziato i democratici - riguardano in particolare il ritardato o addirittura mancato pagamento degli stipendi, il non rispetto della normativa sulla sicurezza e il tentativo di far firmare contratti non in linea con gli obblighi e con le necessità date dall’appalto postale. I lavoratori coinvolti gestiscono il servizio di trasporto della posta da decenni, passando di appalto in appalto da una ditta ad un’altra. Nonostante l’intervento dei Sindacati e di Poste Italiane abbia in parte risolto alcuni problemi, una situazione di criticità persiste”. 

“Dal 2017 ad oggi – hanno spiegato Molinari e Tarasconi - i Sindacati piacentini hanno registrato le denunce di chi presta servizio in due diverse aziende, rispettivamente PI.GA. srl e LID srl, entrambe legate alla gestione del trasporto della posta, in appalto da Poste Italiane. PI.GA. srl è stata la ditta appaltatrice del servizio di Poste fino a metà dicembre 2017, LID srl è una delle due ditte subentrate a PI.GA da metà dicembre 2017 sino ad oggi. Il settore della logistica – hanno evidenziato -  appare come uno dei settori maggiormente a rischio rispetto alla non corretta applicazione dei contratti di settore, senza tralasciare la sgradevole situazione di cui parlano i lavoratori stessi: condizioni, orari e metodi di sorveglianza particolarmente degradanti”.

Nell’atto ispettivo viene fatto un excursus puntuale dei provvedimenti precedentemente assunti: nel 2015, la Regione Emilia Romagna ha sottoscritto il Patto per il lavoro in cui vengono garantiti principi di sicurezza e qualità come priorità strategica da conseguire; a settembre 2016, l’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione che ricordava gli impegni presi dalla Regione con la legge n. 3 del 2014 “Disposizioni per la promozione della legalità e della responsabilità sociale nei settori dell'autotrasporto, del facchinaggio, della movimentazione merci e dei servizi complementari”, ed impegnava la Giunta ad avviare “la predisposizione di un piano di prevenzione e vigilanza delle imprese della logistica operanti in regione”. Contenuti che sono stati successivamente assorbiti dal Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili (l.r. 18/2016).

Da qui la richiesta degli esponenti dem di sapere quanto è stato fatto in questi anni per tutelare i lavoratori del comparto della logistica in generale, e degli appalti postali in particolare, e quali modalità di azione della Giunta per sollecitare Poste italiane, che è appaltatrice delle due aziende citate, a prendere provvedimenti.  

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