Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Comuni di confine al collasso. Foti (Fd'I): «Deroghe e ristori adeguati»

La denuncia di Tommaso Foti, deputato piacentino nelle fila di Fratelli d’Italia, riferendosi ai comuni di confine con altre regioni, in cui la crisi del tessuto economico si aggrava di giorno in giorno

«Una situazione gravissima, già ampiamente e da più parti denunciata, per la quale occorrono iniziative immediate» la denuncia di Tommaso Foti, deputato piacentino nelle fila di Fratelli d’Italia, riferendosi ai comuni di confine con altre regioni, in cui la crisi del tessuto economico si aggrava di giorno in giorno. «Il grido di dolore che si alza da ben 17 comuni del territorio - sostiene Foti in un’interrogazione parlamentare rivolta al Governo  - è stato rilanciato dal presidente della Provincia di Piacenza che, anche in ragione di un ordine del giorno approvato alla unanimità dal Consiglio provinciale, ha investito della questione l’Unione delle province d’Italia, nella speranza di smuovere le acque». «La difficile situazione - rimarca il parlamentare piacentino - era già stata da me sollevata a novembre, a seguito della protesta, pienamente condivisa, dei rappresentanti delle categorie economiche, a partire da quelle del comune di Castelvetro». Foti non ci sta: «Non solo gli operatori economici dei detti territori, attivi nelle zone “arancioni”, hanno dovuto subire il crollo verticale dei propri fatturati, ma sono stati anche beffati dalla esclusione in tutto od in parte dei ristori, riservati alle sole attività ubicate nella  cosiddetta zona rossa». L’appello del parlamentare piacentino al neonato Governo è quindi molto pragmatico: «Occorre  - sottolinea Foti  - prevedere la possibilità per i cittadini residenti nei comuni situati al confine tra diverse regioni, che per il territorio piacentino sono Liguria, Lombardia e Piemonte, di potere spostarsi in un raggio predeterminato che prescinda dai confini medesimi». «Inoltre - conclude il deputato di Fratelli d’Italia con un accorato appello - è indispensabile prevedere ristori adeguati per i titolari  delle attività economiche che, loro malgrado, vivono questa situazione surreale».

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