Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

«Con i soldi del Covid asfalti e sfalci del verde, ma il Pnrr non premia tutti»

Bassanetti: «I 12,5 milioni della Regione quali fondi Covid per i comuni piacentini erano pochi e ripartiti male. I fondi del Recovery Fund andranno però in direzioni più precise»

Claudio Bassanetti

I 12,5 milioni di euro che il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha elargito a Piacenza per rilanciare il territorio – insieme a Rimini il più colpito dalla pandemia in Emilia-Romagna – sono stati spesi beni? Dovevano essere impiegati per dare impulso all’economia ed essere un volano. L’impressione è che rischiano di esserlo stati soltanto per le imprese edili, per la manutenzione delle strade, visto che la gran parte delle scelte dei 46 comuni del territorio è stata questa: ristrutturazioni e asfaltature.

Sul tema è intervento Claudio Bassanetti, imprenditore e vicepresidente di Confindustria Piacenza. «Quei 12,5 milioni – ha dichiarato durante l’incontro dell’associazione a Palazzo Costa Ferrari - aperto alla stampa - sono stati un importo considerevole. Avevamo una lista di priorità di 27 milioni di euro, e dopo quella prima tranche di contributi, non è arrivato più nulla». Bassanetti non condivide il criterio scelto per la ripartizione dei fondi: «Non è corretto guardare al numero di residenti di un comune. Non si possono dividere i fondi sempre per questo criterio. Così in qualche piccolo comune, invece che mettere mano alla scuola da 500mila euro, con i 200mila euro rimasti si è preferito asfaltare un po’ di strade o sfalciare il verde pubblico. Ma questi non sono investimenti sul futuro di una comunità. Si doveva assegnare le risorse in base ai progetti e non alla popolazione».

Da qui Bassanetti ha voluto mettere le avanti e “stoppare” le pretese degli enti locali. Il Recovery Fund non può diventare la panacea di tutti i mali del territorio. «Il Pnrr – ha detto l’imprenditore, che è anche presidente nazionale di Anepla, l’associazione degli estrattori - non significa di certo che completiamo la tangenziale con quei soldi. Non si pensi che questo “cannone economico” riguardi tutto. Coinvolgerà soltanto temi come digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile (che non significa un’autostrada), ricerca e università, innovazione e salute. Se siamo fuori da questi campi, l’Unione Europea non ci dà soldi».

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