«Con la pandemia abbiamo toccato con mano la carenza del piano Ausl del 2017»

Il sindaco di Castello Lucia Fontana risponde al Pd locale: «La decisione dell’Ausl sul nostro pronto soccorso è ingiusta e pericolosa, a Castelsangiovanni l’hanno capito tutti»

Lucia Fontana

«Sabato 30 maggio il Consiglio Comunale di Castelsangiovanni ha votato all’unanimità in modo assolutamente convinto e compatto una mozione presentata dalla scrivente nel quale si chiede che il nostro ospedale torni al più presto pienamente operativo con la riapertura del Pronto Soccorso e che, prima di un eventuale ritorno dei contagi, si cerchi un’altra struttura come riferimento provinciale per i pazienti Covid».  Così il sindaco di Castello Lucia Fontana prende la parola dopo l’intervento del circolo del Partito Democratico della cittadina valtidonese. «Tutti, ma proprio tutti i castellani hanno perfettamente capito l’errore – spiega Fontana -, l’ingiustizia e la pericolosità della decisione presa dall’Ausl. Tutti tranne il circolo Pd di Castello che nel comunicato dello scorso 15 maggio scriveva a chiare lettere “di sostenere l’idea di non smantellare il presidio Covid di Castelsangiovanni”, offrendo un comodo (e prevedibilissimo) assist al deprecato progetto dell’azienda, anche se seguito naturalmente dalle solite mirabolanti promesse su cosa sarà il nostro ospedale nell’era post Covid».

«La scelta del Circolo Pd di sostenere il Piano aziendale è di per sé assolutamente lecita – osserva il sindaco - e in fondo coerente con la politica sanitaria regionale. Non è invece accettabile che nello stesso comunicato, poche righe sotto, sfoderando un’inarrivabile faccia bronzea sproni la sottoscritta ad incalzare Ausl perché faccia ripartire subito la valorizzazione del nostro nosocomio. Questa è ipocrisia pura. È per me sbalorditivo osservare poi come proprio coloro che nel 2017 hanno voluto e votato l’attuale Piano sanitario oggi si distinguano per chiederne a gran voce l’immediato superamento e miglioramento, con un’ansia che tradisce la volontà di farci dimenticare che lo dobbiamo proprio a loro. Io nel 2017 votai contro l’attuale Piano perché non mi convincevano né l’accentramento a scapito degli Ospedali periferici, né la proposta del sistema territoriale, con le “case della salute” mai decollate veramente. Ora causa l’epidemia di Covid-19 abbiamo dovuto toccare con mano che, inaspettatamente per tutti, anche sotto l’aspetto emergenziale era (ed è) assolutamente carente. Bene dunque che oggi, almeno a parole, in tanti ritengano necessario rivederlo, ma se è giusto che nessuno possa rivendicare un “l’avevo detto”, credo che, diamine, almeno un po' di umiltà e di prudenza si debba pretendere da parte di tutti. E invece no: ecco infatti che, appena rientrata la fase più acuta dell’emergenza, il Pd di Castello (assente da ogni dibattito sull’ospedale dalla campagna elettorale 2019 compresa) ci informa che, unitamente a non meglio precisati sindaci del territorio, sta elaborando un nuovo piano sanitario, perché “loro e non il sindaco Fontana sono veramente interessati a risolvere il problema e ottenere risultati”».

«Visti i precedenti la notizia mi provoca una leggera apprensione. Non capisco poi il sarcasmo che traspare in tutto l’articolo pubblicato a firma sempre del Circolo locale del Partito Democratico. Eppure non ce ne sarebbe stato proprio alcun motivo. Non mi interrogo (e tanto meno mi preoccupo) su cosa faccia il Pd castellano e quindi il leitmotiv “e allora il Pd?” non fa parte del mio spartito. Rispondo semplicemente con immutato puntiglio a prese di posizione politiche per me sbagliate ed esposte con immotivata arroganza e mancanza di autocritica. Il Pd non è per me un’ossessione, caso mai è il contrario ed il motivo è semplicissimo: quando sei anni fa mi sono affacciata alla politica locale il Pd aveva il proprio simbolo ed un proprio candidato, poi via, via ha perso simbolo, candidato e voti e oggi non ha più alcun reale rappresentante in Consiglio comunale.  Leggo sempre con grande attenzione proposte e spunti che mi vengono da tutti i miei concittadini, quindi naturalmente anche quelli (non tutti indimenticabili) del Circolo castellano del Pd, ma in Consiglio oggi non è possibile dar loro riscontro e non voglio certo trasformare la stampa locale in una sorta di mezzo improprio per un dialogo istituzionale a distanza».                                                                           

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