Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Consiglio comunale, entra Bariola in attesa del ricorso di Raggi

Dopo le dimissioni di Paolo Rizzi entra in Consiglio il 31enne Gianluca Bariola: membro dell’esecutivo Pd, non si iscriverà al gruppo consiliare dem. Intanto Samuele Raggi contesta: «Non ha i requisiti» e presenta ricorso

Gianluca Bariola (Con Rizzi la Piacenza del futuro). Sotto, Samuele Raggi

Nella seduta di Consiglio comunale del 17 settembre – l’avvio dei lavori è per le 15 – il consigliere dimissionario Paolo Rizzi verrà sostituito dal primo dei non eletti della lista “Con Rizzi la Piacenza del futuro”, lista che prese il 4% alle Elezioni Comunali del 2017. Il subentrante è Gianluca Bariola, 31enne, laureato in filosofia e impegnato nel mondo della cooperazione tra Piacenza e Bologna. Bariola – che ottenne 134 preferenze - è anche arbitro di calcio, come il collega di “Piacenza Oltre” Roberto Colla. Con cui però non intende fare gruppo, rispetto al predecessore Rizzi. Bariola è infatti intenzionato a formare un "monogruppo" in rappresentanza della lista giovani per cui si è candidato. Non entrerà così neanche nel Partito Democratico, realtà politica a cui è iscritto e in cui ricopre anche un incarico nell’esecutivo provinciale al fianco del segretario Silvio Bisotti (il suo incarico riguarda "Scuole e saperi: Istruzione, università e ricerca").

La cosa non è certo passata inosservata ai dem, che auspicavano di aumentare la pattuglia di rappresentanti a Palazzo Mercanti (al momento sono in quattro: Stefano Cugini, Christian Fiazza, Giorgia Buscarini e Giulia Piroli). Contattato da IlPiacenza.it, Bariola non ha voluto rilasciare commenti sul suo partito di riferimento, preferendo non rispondere anche alla domanda sulla sua iscrizione e appartenenza o meno al partito (che però è certa). Per il giovane l’addio di Rizzi al Consiglio comunale non è stato un “fulmine a ciel sereno”. «Sapevo – ha spiegato Bariola - perchè un po’ ne avevamo parlato. Rizzi mi aveva comunicato questa sua volontà, sono in buoni rapporti con lui. Ne avevamo discusso, la sua intenzione era di fare tutto il possibile, ma poi…». Al momento preferisce non giudicare l’operato dell’Amministrazione Barbieri e preferisce prendere tempo su tutte le questioni più importanti della politica cittadina. «Darò il mio contributo. Devo capire dove sono finito e conoscere le dinamiche. Voglio ascoltare un po’ la situazione e comprendere il ruolo».

Ma non è detto che la questione della successione di Rizzi sia finita qui. In ballo c’è anche il ricorso del secondo dei non eletti Samuele Samuele Raggi-3Raggi. L’ex consigliere dell’Italia dei Valori si candidò nel 2017 nella lista civica dei giovani con Rizzi. Ottenne 124 preferenze, risultando secondo dietro a Bariola. Raggi rimase però sorpreso osservando i voti ottenuti nel seggio che lui aveva presidiato il giorno delle Elezioni, a Borghetto. «Ero proprio nel seggio numero 103, – racconta Raggi, in passato anche partecipante alle Primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco – la notte dello spoglio delle schede e presi 12 preferenze. Ho sentito il mio cognome e ho visto le schede, non c’erano dubbi. Poi, il giorno dopo, scopro che nel seggio di Borghetto ho preso 0 voti: qualcosa non quadrava. Abbiamo scoperto che si è verificato un errore di trascrizione dei miei voti sul verbale. Le preferenze sono così finite a un altro giovane della lista, Francesco Petronzio. Lo stesso presidente di seggio di Borghetto ha riconosciuto l’errore. Ma per il Comune di Piacenza era già tardi». Raggi decide di fare ricorso immediatamente al Tar di Parma. Quei 12 voti non gli hanno permesso di essere il primo dei non eletti, in pole position per un'eventuale successione in caso di dimissioni. «Purtroppo - prosegue Raggi - il collega di lista Bariola – che ora, grazie alle dimissioni di Rizzi, si vede spalancare le porte di Palazzo Mercanti – si è opposto al ricorso e ha chiesto di spostare la decisione presso il Tribunale di Piacenza. Così i tempi si sono allungati». Un comportamento che lo stesso Raggi stigmatizza. «Mi rammarica che un ragazzo della mia stessa lista, che conosce la verità dei fatti, si sia opposto dal punto di vista formale al ricorso. Sa benissimo che non ha i requisiti per entrare in Consiglio comunale. La questione è alquanto imbarazzante». Così, oggi, diventerà consigliere Bariola. In attesa di un responso del Tribunale: la prossima udienza è fissata ai primi di ottobre. 

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