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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Politica

Consiglio comunale, la trascrizione delle seduta sarà automatica: via le collaboratrici

Bocciato l’emendamento del Pd alla variazione di bilancio che chiedeva di rivedere la decisione. Garilli e Barbieri: «Necessario rifare l’impianto». La minoranza: «Si parla di sostegno in questa fase di crisi e poi togliamo due posti di lavoro?». Rabuffi: «Gli uomini saranno sempre meglio delle macchine»

Il lavoro di due persone, in questo caso due donne, sostituito da un software. Si sa, la tecnologia ha dato molto all’uomo negli ultimi anni, ma anche tolto. Alcuni posti di lavoro, in quasi tutti i livelli della società, sono stati sostituiti dalle "macchine". E' anche il caso del Consiglio comunale di Piacenza. Da tempo si discute di sostituire l’impianto audio e video di Palazzo Mercanti, sede del Consiglio. In effetti la qualità dell’audio nella sala consiliare è pessima – il pubblico che partecipa ne sa qualcosa, spesso non si comprende ciò che viene detto -, e per le immagini video dello streaming la situazione è ancora peggiore. Però il servizio di trascrizione dei verbali delle sedute è sempre stato efficiente: questo perché è stato svolto negli ultimi 13 anni da due professioniste, che insieme ai pochissimi giornalisti che seguono la cronaca politica cittadina non si perdono neanche un discorso pronunciato dai vari assessori e consiglieri che si sono succeduti. Inoltre, si occupavano degli atti ispettivi presentati dai consiglieri e della gestione dei gettoni di presenza alla sedute.

Ora però l’Amministrazione Barbieri ha avviato un bando per sostituire l’impianto multimediale della sala consiliare, prevedendo una spesa di 72mila in tre anni. Il Partito Democratico ha contestato la decisione, presentando un emendamento all’ultima variazione di bilancio, approvata lunedì 30 novembre. «Assegnare risorse sufficienti (ovvero 45mila euro) per consentire all’ente di ritirare, rimandando, il bando di gara relativo all’acquisizione di un sistema integrato multimediale e relativi servizi per lo svolgimento delle sedute del Consiglio comunale, delle commissioni consiliari, conferenze, convegni e riunioni varie, salvaguardando di conseguenze i posti di lavoro che andrebbero persi con questo bando». Questo è quello che hanno chiesto Stefano Cugini e Christian Fiazza, esortando l’Amministrazione a rivedere la decisione che di fatto taglia le due collaboratrici.

«Non mi piace la soluzione scelta dal Comune – ha appoggiato la richiesta Antonio Levoni (Liberali) -, è un mondo strano. Assumiamo con i concorsi e togliamo il lavoro ad altre figure». «Nessuno ama questo tipo di situazione – ha voluto prendere la parola il sindaco Patrizia Barbieri -  perché si tratta di due persone competenti. Ma dobbiamo per forza procedere in questo modo. Quelle che ho sentito sono posizioni demagogiche, sono mesi che stiamo trovando una soluzione ma non c’è». «Qua la demagogia la fa la Giunta – ha osservato invece Massimo Trespidi (Liberi)–. Perché la Giunta dice che i dirigenti e tecnici hanno suggerito questa soluzione, ma i tecnici e dirigenti dicono che è stata una scelta politica». «Sapevo dal settembre 2019 – ha provato a chiarire il presidente del Consiglio comunale Davide Garilli - di questa vicenda. C’è la necessità di sostituire l’impianto del Consiglio che è vetusto, tecnologicamente parlando. È un impianto del 2002, ha 18 anni, audio e riprese streaming non funzionano bene, funziona ancora con le videocassette. E serve la trascrizione automatica dall’audio di quello che viene detto in quest’aula». «Il problema dell’audio e del video c’è – ammette Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune) - ma da sostituire quello a lasciare a casa delle persone ce ne passa… Le persone sono sempre meglio delle macchine. Così spendiamo soldi per un software invece che per due persone».

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