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Il dibattito

«Le fasce deboli non interessano a questa Giunta»

Centrodestra e ApP votano contro la variazione: «In questa fase sbagliato non spendere i soldi a disposizione». Maggioranza convinta sulla prudenza

Nona variazione di bilancio nel 2022 per il Comune di Piacenza, la terza da quando in sella all’Amministrazione c’è la Giunta Tarasconi. Variazione approvata con il voto della sola maggioranza: contro si sono espressi sia il centrodestra che Alternativa per Piacenza, con la sola eccezione di Federica Sgorbati (civica Barbieri), che ha preferito non esprimersi.

Le minoranze si sono concentrate in particolare sull'avanzo di amministrazione di 1,8 milioni di euro, giudicato esagerato. Per l’ex sindaco Patrizia Barbieri «è una stortura avere oltre 1,8 milioni di euro a disposizione in un momento come questo. Non è giustificato, erano risorse da spendere per le famiglie, per i commercianti, per chi è in difficoltà. Noi avevamo lasciato 8 milioni di euro come “serbatoio” per la crisi e le nuove povertà causate dal Covid, per quelle famiglie che mai, prima di oggi, si erano rivolte ai servizi sociali del Comune». Anche ai tempi della Giunta Barbieri gli avanzi liberi erano importanti. «Avevamo 1,7 milioni di euro a fine 2021, perché erano arrivati fondi Covid all’ultimo. Ora è una scelta politica lasciare lì i soldi. Ad oggi non si è vista una visione della Giunta. Suggerisco di rimpinguare il fondo di “Insieme Piacenza”, perché molti piacentini non riescono a pagare l’affitto». Barbieri attacca ancora sui presunti tagli alla cultura. «Per Perini era una faccenda contabile. Intanto i tagli sono rimasti anche per gli anni successivi, nonostante l’avanzo disponibile. Non ci sono congiure o dietrologie, ma fatti. La Giunta impoverisce la cultura e non legge i bisogni della società. Insomma, variazione da censurare».

«Una schizofrenia politica – è il commento di Luigi Rabuffi (ApP) - integrare i trasferimenti comunali e i contributi di gestione a Fondazione Teatri e Ricci Oddi oggi, dopo che un mese fa abbiamo tagliato i fondi. È inaccettabile questo avanzo».

Caterina Pagani (Pc Oltre) lo ha definito un «aggiustamento di una rotta tracciata da un’altra Amministrazione». «Siamo in un tempo di maggiore incertezza rispetto al passato: 1,7 l’anno scorso, 2,3 nel 2020, con i problemi della situazione attuale. Abbiamo trovato un punto d’equilibrio, neanche nelle nostre case familiari riusciamo a fare i conti su quello che spenderemo nei prossimi mesi». D'altronde, solo per le bollette dell'ente, il Comune ha speso 13 milioni di euro nel 2022, contro i 7,8 milioni preventivati all'inizio. 

Massimo Trespidi (Civica Barbieri) si è rivolto a Pagani: «Questa evocata prudenza è il freno della politica. Sono state stanziate cinque tranche di contributi statali per il caro bollette. Tre sono arrivate, la quarta e la quinta devono ancora arrivare: non parlerei di situazione catastrofica. Spero che gli uffici se ne siano resi conti nel preparare la variazione. Smettiamola di chiamarla “emergenza bollette”, non tenete fermi i soldi».

Il Pd ha respinto le critiche. «Considerazioni strumentali - è il giudizio di Stefano Perrucci (Pd) - da parte di Barbieri, Trespidi e Rabuffi. Arrivati a questo punto, con un bilancio già impostato, non da noi, si cerca di correggere qua e là le attività degli uffici, da completare entro il 31 dicembre. Se usassimo l’avanzo per la spesa corrente, per le bollette, nel 2023 cosa potrebbe succedere? La valenza politica delle nostre scelte la vedremo nel bilancio previsionale 2023». Poi, una stoccata agli uffici e anche al vicesindaco Perini. «I consiglieri devono essere messi nelle condizioni di capire e valutare le decisioni, bisogna spiegare e comunicare con una relazione tutte le scelte compiute, senza affidarsi ai meri numeri».

Per Luca Dallanegra (Civica Tarasconi) il «dibattito è incomprensibile, trovo normale la prudenza del vicesindaco su conti, rincari e bollette». Il capogruppo Pd Andrea Fossati ha evidenziato le somiglianze degli avanzi con il passato. «Ci sono problemi che rimangono nel corso degli anni, come la carenza del personale. Rispediamo al mittente le critiche del centrodestra, siamo partiti da 8 milioni. La variazione è fatta con i piedi per terra, senza fretta, è realistica, in una situazione d’incertezza, da buon padre di famiglia».

Fratelli d’Italia e Lega, invece, non apprezzano. «L’avanzo è un paracadute – ha detto Nicola Domeneghetti (Fd’I) -, ma dopo il bluff elettorale in città non si vede nulla di questa Giunta». ««Variazione deludente - è il parere di Luca Zandonella (Lega) - si confermano i tagli alla cultura. Ufficio lavori pubblici da mettere in bolla visti gli errori nelle stime di alcuni interventi». «Bisognava dare un aiuto - ha aggiunto Sara Soresi (Fd’I) - un piccolo contributo ai piacentini. E ci sono tanti di loro che attendono di essere inoltre ricevuto dal primo cittadino per parlarle».

Duro Stefano Cugini (ApP). «Prudenza? Una giunta di centrosinistra in questa fase non dovrebbe dormire la notte, vista la situazione: 1,8 milioni di euro sono troppi. L’assessore ai servizi sociali saprà sicuramente cosa fare di quei soldi. Siamo gente fuori dal mondo che sta al caldo, filosofeggiando rispetto a quelli che muoiono di freddo. C’è gente che muore di fame anche a Piacenza». «Fa male al cuore – è l’intervento di Federica Sgorbati (Civica Barbieri) - vedere una cifra del genere rimanere ferma. Volere è potere: il bus gratuito agli anziani lo avete fatto in dieci giorni, si potevano fare altri bandi o dare i soldi a “Insieme Piacenza”. Ma le fasce deboli non vi interessano».

Il sindaco Tarasconi ha fornito le sue spiegazioni alle opposizioni. «Terrorismo psicologico? Guardiamo la realtà - ha ribattuto subito Barbieri - questo è un momento difficile. Insisto con “Insieme Piacenza” come risposta ai problemi sociali: la Caritas ci dice che i programmi di spesa per tre anni si sono già esauriti. Almeno 800mila euro, mettiamoli».

«L’impostazione di questa variazione già c’era – è la replica del vicesindaco Perini -, si tiene conto della situazione contingente. Ora siamo impegnati in tanti bandi Pnrr, che però vedono i costi di partenza lievitare. L’avere a disposizione l’avanzo sarà utile per portare a termine alcuni progetti. Tutte le emergenze le stiamo affrontando, non ci sono richieste ai servizi sociali non esaudite per mancanza di fondi». «Non possiamo distribuire 50 euro a testa ai cittadini – ha concluso Boris Infantino (Pc Coraggiosa) - soloperché c’è un avanzo libero, che comunque rappresenta meno dell’un per cento dell’intero bilancio previsionale».

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