Consorzio di Bonifica, Caselli: "Sospendere le elezioni? Non lo riteniamo necessario"

In una interpellanza a risposta immediata in Aula, il consigliere aveva chiesto uno slittamento "per l'adempimento degli obblighi di legge sul voto telematico". Ma per la Giunta "è una modalità aggiuntiva da implementare, presupposti per iniziative straordinarie non sussistono"

La Regione Emilia-Romagna “non ritiene sussistano i presupposti per l’assunzione di iniziative di carattere straordinario quale la sospensione della consultazione elettorale per l’elezione dei Consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica per consentire l’approvazione del regolamento per l’esercizio del voto telematico”, dal momento che si tratta di “una modalità aggiuntiva da implementare”. A dichiararlo è Simona Caselli, assessore alle Politiche agricole, rispondendo ieri in Aula ad una interpellanza di Tommaso Foti (Fdi-An)che chiedeva “quali urgenti azioni intenda assumere la Giunta regionale" affinché i Consorzi "adempiano agli obblighi che la legge dispone ai fini dell’introduzione del voto telematico”. Secondo l’assessore, la modalità di voto telematica non solo presenta “costi economici particolarmente elevati” ma anche “notevoli difficoltà operative” e quindi, “alla luce delle problematiche riscontrate, sono ancora allo studio soluzioni sostenibili”: in ogni caso, rimarca, “si ricorda che ai consorziati che non hanno la possibilità di recarsi ai seggi è assicurato il voto per delega”. Foti si è dichiarato non soddisfatto della risposta, ribadendo che “la Regione non si è voluta avvalere dei suoi poteri” e ha quindi annunciato di “aver già presentato ricorso al Tar di Parma per le elezioni del consorzio di Bonifica di Piacenza”.

CASELLI RISPONDE ANCORA A FOTI SULLE POSSIBILI IRREGOLARITA' DEL CONSORZIO

Rispondendo in Aula all’interpellanza del consigliere Tommaso Foti (Fdi-An), su “possibili irregolarità” da parte del Consorzio di bonifica di Piacenza, l’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli, ha rilevato che le vicende legate ai rapporti intercorsi tra una dirigente, l’Unione regionale delle bonifiche Emilia-Romagna (Urber) e la Coldiretti “non sono di competenza, né rivestono alcun interesse per la Regione”.

Foti, nell’interpellanza, aveva infatti ripercorso la vicenda giudiziaria che aveva visto una dipendente dell’Urber colpita da un provvedimento di licenziamento e successivamente risarcita e reintegrata nel posto di lavoro, con ordinanza del 22 aprile 2015 disposta dal giudice del Tribunale di Bologna in funzione di giudice del Lavoro” e aveva chiesto chiarimenti su alcune dichiarazioni, riportate nel provvedimento giudiziario. Secondo il consigliere, in particolare, "il dipendente Urber aveva informato diversi funzionari della Regione su l’illegittimo aumento dei contributi minimi” e su un “contributo di finanziamento di opere private, che aveva portato a ipotizzare il commissariamento del Consorzio”, oltre a una irregolarità relativa a “un evento per l’inaugurazione ‘Agazzano Battibò’, la cui spesa di 48.000 euro era stata incongruamente definita tra le spese generali dell’intervento finanziato dal ministero delle Politiche agricole e forestali”.

Caselli, nella risposta, riferisce che la Regione, “in esito all’esame del bilancio preventivo 2013, circa il contributo per il finanziamento di opere private, ha rilevato alcune irregolarità”, “invitando quindi il Consorzio a effettuare le necessarie correzioni”. Il Consorzio, a sua volta, avrebbe “recepito i rilievi” e “apportato le necessarie modifiche al proprio bilancio”. Per quanto riguarda l’aumento del contributo minimo, nella risposta si legge che “la Regione con la legge 7 del 2012 ha inteso incidere su questa materia, prevedendo il superamento del concetto di contributo minimo. Di conseguenza, dalla vigenza dei prossimi Piani di classifica, tutti i Consorzi operanti sul territorio regionale dovranno esigere il contributo di bonifica sulla base del beneficio ricevuto dagli immobili senza l’applicazione di un ‘minimo di contribuenza’”.

Inoltre, per quanto concerne l’organizzazione del convegno collegato all’inaugurazione dell’opera irrigua ‘Agazzano-Battibò’, Caselli precisa che “il ministero delle Politiche agricole, che ha finanziato l’opera e che è l’unico soggetto competente in materia di controllo delle spese sostenute, non ha formalizzato alcuna obiezione sulla natura dell’evento e sulla copertura dei costi, imputati alla voce ‘Spese generali’ del medesimo progetto, sostenuti dal Consorzio”. Circa le “dichiarazioni di funzionari regionali,”- conclude l’assessore- non esiste, infine, “con la sola esclusione di quella relativa alle irregolarità evidenziate in sede di esame del bilancio preventivo 2013, alcuna corrispondenza formale sul commissariamento del Consorzio di bonifica piacentino”, “la procedura era stata effettivamente avviata con il rilevamento delle citate irregolarità, ma, le successive modifiche apportate dal Consorzio, hanno determinato la sospensione dell’iter di commissariamento”. “E’ evidente- questa la replica di Foti- che irregolarità ce ne sono state e a iosa. Se non fosse stato così, la Regione non avrebbe attivato la procedura di commissariamento, fatto che emerge finalmente in modo inoppugnabile visto che il Consorzio l’aveva sempre nascosto”.

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