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Tagliaferri interviene sulla situazione carceraria: «Ridurre numero detenuti e informarli con chiarezza»

Il consigliere regionale di Fratelli D’Italia Giancarlo Tagliaferri interviene sulla situazione delle carceri

Coronavirus, il consigliere regionale di Fratelli D’Italia Giancarlo Tagliaferri interviene sulla situazione delle carceri. «Sono momenti drammatici, la questione carceraria è ormai esplosa.  Non si dovrebbe mai arrivare alle rivolte: quando ciò accade, significa che la situazione è già fuori controllo. Sono atti da condannare fermamente, che portano solo distruzione, esattamente come è accaduto nel carcere Modena».

Prosegue Tagliaferri, «da tempo le carceri italiane, in seguito al fallimento della riforma penitenziaria, erano giunte a un punto di saturazione. La paura del contagio e la sospensione, seppur temporanea, di permessi premio e colloqui visivi per i detenuti, ha fatto da detonatore».

«Cosa si può fare nell'immediato per arginare la situazione e scongiurare problemi maggiori in seguito?” Il consigliere di Fratelli d’Italia in Regione Emilia-Romagna ritiene che “un’emergenza di tale portata imponga l'adozione di provvedimenti straordinari, anche in materia di esecuzione penale».

«Il sovraffollamento dei penitenziari ha giocato un ruolo importante nel degenerare di questa situazione di caos – dichiara Tagliaferri. “Ci sono troppi detenuti in spazi ristretti, va quindi ripensando l'intero sistema esecutivo. Come proposto dagli avvocati della Camera Penale di Milano, sarebbe utile valutare provvedimenti che mirino a ridurre il numero di detenuti, come gli arresti domiciliari, l’obbligo di dimora, o la concessione liberazione condizionale (con gli obblighi della libertà vigilata) a chi deve ancora scontare uno o due anni di pena (rispettivamente circa 8.500 e 17 mila detenuti)».

«Sangue freddo e senso di responsabilità sono fondamentali in queste ore per allentare la tensione». Secondo il consigliere FDI «giusto sedare e reprimere le rivolte, ma occorre poi proporre una consistente opera di mediazione e di corretta informazione verso i detenuti, spiegando loro che la sospensione del trattamento è solo temporanea, e fatta anche nel loro interesse, in quanto colloqui via Skype o per telefono servono a evitare i contatti e di conseguenza i contagi».
«Va poi spiegato che la magistratura di sorveglianza continuerà a fare il suo dovere e cercherà di dar corso a tutte le richieste con il massimo impegno. In queste settimane – conclude Tagliaferri – a tutti viene chiesto di agire con spirito di sacrificio. Può e deve essere richiesto anche ai detenuti».

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