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Sabato, 28 Maggio 2022
Politica

Corruzione e arresti, Si Cobas: «Ennesima vergogna per Piacenza»

Il sindacato organizza una protesta per lunedì 14 febbraio alle 18 a Barriera Genova

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del sindacato Si Cobas di Piacenza che commenta la maxi inchiesta su appalti e corruzione nel Piacentino che ha coinvolto amministratori pubblici, tecnici e imprenditori.

«Il S.I. Cobas Piacenza, a fronte dell’ennesimo scandalo sollevato sul mondo politico e imprenditoriale piacentino, esprime il più grande sdegno per quella che continua a caratterizzarsi come una vera e propria cappa sulla nostra provincia, del cui effetto pagano il prezzo i piacentini. Tra i personaggi coinvolti si trovano anche persone ben conosciute per le loro posizioni avverse al nostro sindacato e alle nostre iniziative per la difesa dei lavoratori, per la legalità sul lavoro nel territorio piacentino, contro le discriminazioni e il razzismo. Parte degli arrestati e degli indagati sono le stesse persone che sistematicamente attaccavano le lotte del S.I. Cobas e appoggiavano le parti datoriali. In svariate occasioni abbiamo incontrato alcuni di loro davanti ai cancelli dei magazzini, ad esempio davanti a Ikea, dove appunto contestavano le lotte dei lavoratori descrivendoli come “facinorosi” o “cattivi maestri”. In occasione degli arresti subiti dal sindacato nel 2021, avevano dato il loro plauso all’operazione e si erano poi espressi contro ai presidi di protesta che erano seguiti. La vicenda oggi agli onori delle cronache dimostra che questi personaggi non avevano i titoli morali per attaccare chi si occupa di garantire dignità e diritti ai lavoratori. La domanda che poniamo alla cittadinanza è: a fronte di 30 persone coinvolte nell’operazione, possiamo essere sicuri che si tratti di individui che agivano a titolo personale o siamo di fronte alla punta di un iceberg molto più grande? Fino a quando Piacenza continuerà ad essere agli onori delle cronache per scandali come il caso Caruso Fratelli d’Italia, come il caso caserma Levante? I piacentini non avrebbero diritto a un territorio libero da questa cappa che lo attanaglia? Lunedì 14 febbraio saremo a Barriera Genova alle ore 18 per un presidio di protesta rispetto a questa ormai insostenibile situazione di degrado, per dire chiaramente basta a questo regime di mala politica e rivendicare che la sfera pubblica diventi appannaggio di forze giovani e fresche, trasparenti e aliene a queste dinamiche corruttive. Ma per noi questa vicenda non può essere isolata rispetto ad altre che rovinano Piacenza. Manifesteremo quindi anche per richiamare l’attenzione su altre declinazioni dell’illegalità nel piacentino: su tutte il protrarsi delle storture in Ikea, con contatti di somministrazione illegittimi e conseguente sfruttamento dei lavoratori e perdita di ritorno fiscale e contributivo. La discriminazione sindacale verso gli operai che lottano e gli accordi con sindacati di comodo sono un altro male endemico per il nostro territorio, così come gli episodi di caporalato che abbiamo denunciato all’ispettorato del lavoro. Continuiamo a chiederci perché Ikea non assuma direttamente i lavoratori ma continui a ricorrere a una cooperativa per risparmiare sulla loro pelle. Il S.I. Cobas è riuscito in tutto il piacentino ad eliminare del tutto le cooperative, e anche Ikea dovrà adeguarsi. Noi continueremo a lottare e il tempo sta dimostrando come chi ci condanna per questo abbia ben altro di cui vergognarsi».

Coordinamento provinciale S.I. Cobas

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