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Lunedì, 29 Novembre 2021
Politica

«Corsi serali da tutelare, ma mancano gli insegnanti»

Consiglio provinciale, per ora non viene organizzato il corso serale per gli operatori socio-sanitari al Romagnosi-Casali. Critiche da Galvani al ministero dei trasporti. Calza: «Le scuole non sono sicure»

Corsi serali scolastici, va garantita una risposta anche ai piacentini che intendono frequentarli. È quanto emerso durante il Consiglio provinciale del 30 novembre, che si è tenuto in video collegamento. Il Pd durante la seduta ha chiesto l’impegno della Provincia per valutare le condizioni al fine di una ripresa dei corsi serali a scuola. In questi giorni il sindacato degli insegnanti Gilda si è fatto sentire per far attivare il corso serale ad indirizzo socio sanitario all’Istituto Romagnosi-Casali. «L’emergenza Covid – aveva fatto sapere Gilda - ha fatto drammaticamente emergere che c’è penuria di un certo tipo di figure professionali eppure la politica locale, pur non negando la valenza della proposta, indugia e rinvia piegandosi a “direttive” giunte dai vertici dell’Ufficio Scolastico Regionale (Ministero dell’istruzione) e dalla Regione. La conferenza provinciale di Coordinamento, che è un organo consultivo, ha espresso parere favorevole seppur con il voto contrario di molti amministratori locali di varia tendenza politica, compresi i rappresentanti di Provincia e Comune di Piacenza, favorevolmente si sono espressi i rappresentanti del corpo scolastico.  Riteniamo poco condivisibile il dissenso che è stato espresso dall’Ufficio Scolastico di Piacenza e Parma, ente che ha ricevuto l’ordine di seguire questa linea dai superiori uffici i cui vertici sono di diretta nomina politica».

Dopo il “no” del provveditorato al corso per questioni economiche e di disponibilità degli insegnanti, il dibattito si è concentrato anche su questo. «Le scuole serali rappresentano un problema sociale rilevante – ha ammesso la vicepresidente con delega alla scuola, Paola Galvani -. Le persone non hanno la possibilità di formarsi, dovrebbero essere garantiti anche a loro spazi per studiare. Devono potersi qualificare per avere un ruolo all’interno della società. È fondamentale questo, perciò ci attiveremo per valutare la situazione per il futuro». «C’è la necessità di ripensare ed essere efficaci per intercettare anche questa esigenza», ha dichiarato al riguardo la presidente Patrizia Barbieri. «Chiediamo un impegno specifico della Provincia – ha ribadito per il Pd Patrizia Calza - per discutere con gli altri soggetti. Se si vogliono fare le cose seriamente bisogna approfondire l’opportunità o meno di attivare una soluzione per loro. Dobbiamo sapere quante persone sono interessate attualmente ai corsi serali, in particolare per quelli da operatore socio-sanitario. Altrimenti c’è il rischio poi di organizzare corsi non frequentati».

La vicepresidente Galvani se l’è presa poi in particolare con il Ministero dei Trasporti (guidata dalla piacentina Paola De Micheli) per la gestione della ripartenza. «La scuola è quella in classe – è la riflessione che ha fatto Patrizia Calza (Pd e insegnante) - però molti docenti sono efficaci anche a distanza, altri un po’ meno. Se ci obbligheranno a riprendere le lezioni, a scuola ci andrò, ma non volentieri. Questo perché non si può dire che siano luoghi sicuri. All’interno della classe c’è il rispetto del distanziamento e dei dispositivi di protezione, che però non viene garantito all’entrata e all’uscita dall’edificio. Alcuni ragazzi hanno comportamenti non sicuri e mettono a rischio tutti». «De Micheli – ha detto il consigliere di maggioranza Sergio Bursi, riferendosi alla nota riflessione del ministro che ha fatto il giro dei media e dei social - non ha centrato il discorso sulla scuola. Si può dire che la sua attività non sia stata soddisfacente in merito ai trasporti. Se c’è stata proprio una lacuna di questo Governo è stata nella gestione dei trasporti. Ha lavorato senza capacità e senza cognizione, forse è stata mal consigliata».

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