Crisi Indacoo, Federconsumatori e Sunia Cgil al tavolo con i prestatori sociali della coop

Nella mattinata di martedì 30 ottobre, alla Camera del Lavoro di Piacenza, si è svolta la conferenza Indacoo con i vertici provinciali di Federconsumatori Piacenza, Sunia-Cgil e l'associazione che rappresenta i prestatori sociali della coop Indacoo

Il tavolo della conferenza

Nella mattinata di martedì 30 ottobre, alla Camera del Lavoro, si è svolta la conferenza Indacoo con i vertici provinciali di Federconsumatori Piacenza, Sunia-Cgil e l'associazione che rappresenta i prestatori sociali della coop Indacoo. «Siamo arrivati alla conclusione di un percorso che aveva visto protagonisti diversi soggetti ma in particolare Indacoo e altre cooperative. Tutto è partito da un concordato preventivo in continuità dove l’ipotesi di conclusione poteva essere il fallimento di tali cooperative, con risultati disastrosi per i prestatori sociali, cioè coloro che hanno prestato a queste cooperative i loro risparmi – all’inizio 150 e poi, per alcune forme di compensazione, 110. L’ipotesi di fallimento avrebbe visto i loro risparmi annullarsi» ha spiegato Angela Cordani di Federconsumatori.

Di fronte al concordato si è costituito un comitato dei prestatori per cercare di capire quali potessero essere le conseguenze e come poter attivare iniziative che potessero dare risposte diverse da quelle che si prospettavano. «Hanno chiesto aiuto alla Federconsumatori, che si è attivata anche a livello regionale, ma oltre alla Cgil anche Sunia ha seguito con molta attenzione l’evolversi della situazione soprattutto riguardo il destino degli assegnatari. Sono state fatte diverse iniziative di confronto, in primis con la richiesta di aprire un tavolo in Prefettura, chiedendo di farsi da coordinatore nei rapporti tra i vari soggetti coinvolti, visto che la difficoltà iniziale era proprio che i soggetti in questione non si parlavano», ha continuato Cordani. «Questo tavolo è stato ottenuto e abbiamo chiesto che fossero presenti anche il comune e la provincia di Piacenza, che potevano intervenire nella situazione. Alla fine tutti i soggetti sono stati coinvolti, talvolta consapevoli delle possibili conseguenze, talvolta no; questo tavolo è tutt’ora aperto e con l’incontro di oggi si chiude un binario, quello dei prestatori sociali».

«Noi focalizziamo la conclusione da un’altra parte: è vero che abbiamo preso il 35% ma abbiamo comunque dovuto rinunciare a tutto il resto del credito, e questo per alcune famiglie è stato molto pesante» ha esordito Laura Parmigiani del comitato Indacoo. «Noi che abbiamo affidato questi soldi a Indacoo, che al tempo era Piacenza74, rappresentiamo una fascia media dal punto di vista economico: erano piccoli risparmi, tfr, non avevamo alcun intento speculativo; piuttosto eravamo spinti da un principio solidaristico, visto che i nostri prestiti servivano per costruire altre case per altre persone».

«Una parte della quota che ci è stata corrisposta, il 25%, deriva da interventi di solidarietà da parte di altre cooperative della regione, che ringraziamo per il sostegno generoso e disinteressato», ha proseguito Parmigiani. «Il concordato lo abbiamo visto come un periodo di immobilismo e di autoconservazione delle figure delegate a gestirlo, sia a livello cooperativo che a livello giudiziario: i soldi che servivano a pagare queste persone venivano tolti dal bilancio tragico di Indacoo».

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«Mi sento di ringraziare chi ha combattuto fin qui, in una vicenda complicata che poteva diventare un problema sociale molto grosso e che non è ancora del tutto risolto», ha terminato Gianluca Zilocchi di Cgil. «Siamo riusciti a ottenere questo tavolo permanente in Prefettura, che non è stata disinteressata in questa vicenda ma anzi ha avuto un ruolo importante; oggi non è motivo di soddisfazione perché diverse persone che avevano investito i risparmi di una vita in un modo “ideale”, si trovano a perdere quasi tutto. E’ stata una corsa contro il tempo, ma aver messo in sicurezza almeno un terzo dei soci è già un risultato. Il comune però deve assimilare l’idea di avere delle possibili conseguenze».

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