Crisi Selta, Foti (Fd'I): «Subito il tavolo presso il Ministero»

«E’ del tutto incomprensibile, ove non volutamente omissivo, l’atteggiamento di Selta S.p.A., che ha tenuto nascosto ai dipendenti ed alle parti sindacali lo stato avanzato della trattativa fallimentare in corso presso il Tribunale di Milano»

Tommaso Foti

«E’ del tutto incomprensibile, ove non volutamente omissivo, l’atteggiamento di Selta S.p.A., che ha tenuto nascosto ai dipendenti ed alle parti sindacali lo stato avanzato della trattativa fallimentare in corso presso il Tribunale di Milano» è il duro intervento di Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha tempestivamente rivolto una interrogazione al Ministro Di Maio: «Il Ministero dello Sviluppo Economico – tuona Foti nell’atto ispettivo – deve immediatamente istituire un tavolo di confronto al fine di fare fronte alla grave situazione che mette in discussione numerosissimi posti di lavoro». Per il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni non vi sono dubbi: «Nonostante il grido d’allarme delle forze sindacali e dei sindaci della società – rimarca Foti – la stessa si è ben guardata dall'affrontare rapidamente la gravità della situazione debitoria. Un atteggiamento tanto inspiegabile quanto censurabile». Per il deputato di Fratelli d’Italia quanto emerso dalla documentazione presentata in tribunale è drammatico: «L’azienda – spiega Foti – detiene un margine operativo lordo negativo per circa 3,3 milioni di euro, la perdita d’esercizio stimata al 31 luglio 2018 si attesta a 3,4 milioni, mentre l’esposizione debitoria complessiva è quantificata in 47 milioni di euro. Numeri disarmanti, che avrebbero dovuto suggerire quanto meno, ancorché simbolicamente, uno stile ben diverso da parte del consiglio di amministrazione, con particolare riferimento agli emolumenti liquidati ai suoi componenti». Per il deputato piacentino non vi è un minuto da perdere: «Il Tribunale di Milano ha fissato al 1 aprile 2019 il termine per la presentazione da parte di Selta di una proposta definitiva di concordato preventivo e/o di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti. E’ di tutta evidenza – conclude Foti – che il Ministro dello Sviluppo Economico deve intervenire con estrema urgenza, atteso che sono in ballo 300 posti di lavoro tra Cadeo, Tortoreto, Avellino e Roma: non si può infatti in modo pilatesco far finta che nulla stia accadendo quando si stanno spegnendo le luci su di una azienda che ancora oggi può tornare ad essere leader nel settore di sua attività».

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