Crollo del Ponte: ancora manca lo stato di emergenza

Sono passati quasi sessanta giorni dal crollo del ponte sul Po, ma il Governo non ha ancora dichiarato lo stato di emergenza. Bertolaso: “Decreto entro 10 giorni”. Lo stato di emergenza, permetterebbe di accelerare la ricostruzione e aiutare le imprese con gli ammortizzatori sociali

A un mese e mezzo dal crollo, ancora il Governo non ha dichiarato lo stato di emergenza. Ieri, a colloquio telefonico con Guido Bertolaso, lo hanno ribadito i parlamentari piacentini De Micheli (Pd) e Foti (Pdl).

Lo stato di emergenza, hanno poi riferito in una nota i due politici, “permetterebbe non solo di accelerare le pratiche relative alla ricostruzione del vecchio ponte crollato, ma anche di trovare importanti soluzioni circa eventuali ammortizzatori sociali in favore delle aziende che operano nelle zone commerciali e artigianali che stanno subendo un grave danno da questo evento”.
  Il Governo dovrebbe firmare il decreto entro una decina di giorni  

Bertolaso, dopo la sollecitazione degli onorevoli piacentini, ha detto di impegnarsi per avere il Decreto entro un massimo di 10 giorni, “garantendo anche la disponibilità ad un incontro istituzionale sulla questione”.

Per il momento, resta solo da aspettare che l'imponente macchina politica si metta in movimento. “Abbiamo piena consapevolezza della situazione e continueranno naturalmente ad impegnarci e a vigilare affinché la questione si avvii ad una conclusione rapida ed efficace, quanto più in linea con la posizione degli enti locali e all’altezza delle aspettative delle realtà produttive e delle comunità del territorio interessato” hanno ribadito a nota congiunta De Micheli e Foti.

Sul fronte tecnico, invece, ci si aggiornerà il prossimo 1 luglio, in Prefettura a Piacenza. Al vaglio, ci saranno i pareri delle Soprintendenze lombarda ed emiliana , in merito alla demolizione del ponte ceduto o al suo recupero.

Maurizio Parma Lega Nord: la priorità non è certo salvare due piloni

"Riguardo al nuovo ponte sul Po la priorità è ristabilire il collegamento nei tempi più rapidi possibili, non è certo salvare i due piloni mettendo a rischio la sicurezza". E' l'intervento, giunto in tarda mattinata, del capogruppo in Regione della Lega Nord, Maurizio Parma.

"A 51 giorni dal crollo è tempo di dare risposte concrete ai cittadini. I ritardi dovuti ai vincoli di tutela - spiega Parma - sono inaccettabili. Personalmente sui piloni del ponte non riscontro l'interesse mostrato dalle soprintendenze. La struttura è obsoleta - il crollo ne è stata la drammatica prova - e va rifatta ex novo. Il prima possibile".


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