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Cugini (Pd): «Non occorre avere tutti la stessa tessera di partito per fare il bene della città»

Il capogruppo del Partito Democratico al comitato “Infrangibile Sicuro”: «D’accordo sul principio, ma è stato il gruppo di Fratelli d’Italia a insinuare che la Consulta territorio è strumentalizzata da un iscritto Pd»

«Leggo e replico alla nota del comitato Infrangibile Sicuro, già anticipando che non interverrò oltre in polemiche montate ad arte. Prendo atto che la prossima consigliera Sara Soresi (sono attese le dimissioni di Tommaso Foti dall’aula nelle prossime settimane, ndr) non avendo avuto la soddisfazione che evidentemente cercava sui social, ha incaricato il pugnace genitore a darle manforte: poco male, basta chiarire. Sono talmente d’accordo con i componenti del comitato del mio quartiere natio, quando sostengono che per riunirsi e pensare al bene della città, non occorre per forza avere tutti la stessa idea politica o una tessera di partito, che i miei interventi in Consiglio e poi online erano proprio a difesa di questo sacrosanto principio. Eh già, perché non è dalla mia bocca, bensì dal gruppo di Fratelli d’Italia, che è uscita l’insinuazione - questa sì di bassa lega - secondo cui, dato che il presidente della Consulta Territorio è tesserato Pd (Edmondo Iannilli, ndr), allora il dissenso della stessa alle scelte recenti dell’amministrazione in tema di logistica e commerciale sarebbe strumentale e strumentalizzato. Siccome ritengo l’assioma una sciocchezza, ho fatto notare che nessuno di noi ha mai avuto nulla da ridire perché, alla medesima consulta, partecipa il padre di una tesserata di Fratelli d’Italia, quando non addirittura la stessa tesserata, in rappresentanza appunto del Comitato Infrangibile Sicuro, nè ci siamo mai posti problemi essendo il comitato stesso guidato da una persona i cui orientamenti ideologici sono evidenti. Stiamo quindi dicendo la stessa cosa e difendendo lo stesso principio, che altri hanno messo artatamente in dubbio, salvo ora tentare un doppio carpiato per “girare la frittata”. Bastava essere in aula o leggere il mio scambio di ieri con Sara Soresi per capire il senso delle mie parole, a patto di essere in buona fede. Detto ancora più chiaro: non sostengo e non ho sostenuto nulla di quello che mi attribuisce la nota, ma esattamente il suo contrario. Se poi si ha tempo da perdere per provare a ribaltare la realtà dei fatti a uso e consumo di qualcuno, non è certo affar mio: ho imparato a concentrarmi su cose un tantino più serie in questi anni. Aggiungo, concludendo, una rassicurazione per il signor Soresi, al quale garantisco che io non do per scontate le sue idee politiche solo perché la figlia ha una tessera, ma le ho dedotte mesi fa in uno scambio su Facebook proprio tra me e lui, del quale conservo gli screenshot (fotografie) allorquando, senza remore, in tema di immigrati, ebbe a esibirsi in paragoni delle “risorse”, a suo dire a me tanto care, che evito di ripetere qui per decenza e senso del limite».

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