Il centrodestra: «Cugini in campagna elettorale». Salvi i 460mila euro per i disabili

Tiene ancora banco la polemica tra l’assessore al welfare e l’opposizione. Colosimo e Foti attaccano Cugini. Il presidente del consiglio comunale Fiazza si scusa per l’uscita dall’aula

L'assessore Stefano Cugini

L’affaire-Cugini sull’immediata eseguibilità al piano per i tirocini dei disabili ha tenuto ancora banco. A Palazzo Mercanti lo sfogo dell’assessore al welfare Stefano Cugini, che si è scagliato contro gli assenti del suo gruppo e gli astenuti del centrodestra, ha fatto scalpore. Nel frattempo pare che i 460mila euro non siano più a rischio: il sindaco Paolo Dosi può sottoscrivere in prima persona l’accordo con la Regione senza l’immediata eseguibilità e scongiurare il problema. «È la maggioranza – ha aperto la discussione Maria Lucia Girometta (Forza Italia) durante la seduta del 28 novembre - che deve mantenere il numero legale, non è la prima volta che succede questo. Cugini parla di profughi e sembra Alice nel paese delle meraviglie, c’è stata una rissa importante al Vittorio Emanuele, le sa queste cose?». «I consiglieri di maggioranza – è anche il parere del capogruppo 5 Stelle Mirta Quagliaroli - dovrebbero sostenere le iniziative del proprio assessore. Se ci sono delle beghe interne nel Pd, non si può accusare la minoranza di non essere presente. Siete voi a dover garantire il regolare svolgimento dei lavori dell’aula». «Mi stupisco di vedere tanti assessori – ha ribadito Massimo Polledri della Lega Nord - si vede che la strigliata di Cugini è arrivata anche a loro. Si è raschiato il barile: ho visto anche il direttore dell’Agenzia del Demanio volantinare, forse dovrebbe essere più sobrio nella campagna referendaria». Polledri durante il suo intervento si è scagliato contro la legge di bilancio 2017: la manovra secondo il leghista presenta diverse anomalie e punti di domanda.

Ma un duro attacco frontale a Cugini è arrivato da Marco Colosimo di Piacenza Viva, a cui proprio non è andato giù lo sfogo dell’assessore. «A fronte della disonestà nostra lamentata da Cugini a mezzo stampa, voglio sapere se il Sindaco si recherà entro il 30 novembre a firmare la sottoscrizione del piano per i tirocini dei disabili. Ci sono state ingiurie e calunnie. Bisogna stare attenti quando si parla di onestà».

Una dura condanna al comportamento dei colleghi di maggioranza assenti e verso gli astenuti del centrodestra è arrivata anche da Giovanni Castagnetti dei Piacentini per Dosi. «Venerdì scorso è stato un momento molto triste per il nostro consiglio. Triste per la responsabilità di chi doveva essere presente e far passare questa pratica, e triste per chi si è astenuto e ha fatto sì che venisse meno l’immediata eseguibilità. Spesso e volentieri si è detto che ci sono temi né di destra né di sinistra, su cui bisogna andare d’accordo. La comunità osserva i nostri comportamenti e non li capisce. Spero che si possa cambiare».

«Il piglio con cui Colosimo – ha risposto piccato l’assessore Cugini - fa i suoi discorsi non sempre denota la correttezza delle parole. Io non ho usato il termine onestà, dubito che ci sia da qualche parte. Confermo che è stata una pagina vergognosa per la politica. C’è stata superficialità. Se non l’ho detto chieda scusa lui però». In effetti l’assessore aveva utilizzato il termine “irresponsabilità”. «Pazienza se ho sbagliato termine – ha replicato l’esponente di Piacenza Viva -. Quelle di Cugini sono frasi da quindicenne. Non può dire che i soldi sono a rischio. Ci vorrebbe più rispetto da parte sua».

«Vorrei sapere da Cugini – ha detto Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - dove è la vergogna. Non c’è un vincolo di mandato per noi, i consiglieri rispondono delle loro azioni in sede elettorale e penale. Cugini ha responsabilità su quella pratica. Il consigliere Rocchi aveva consigliato di discutere quel punto per ultimo, “tanto ci vuole un minuto”. C’è stato tanto ostruzionismo che nessuno è intervenuto. L’immediata eseguibilità dipende dal fatto che si discutono le pratiche tardi. È un diffamatore se dice che perdiamo 460mila euro: lo sappiamo tutti che qua dentro il sindaco lo può firmare. Lui ha dichiarato: “Non importa, quei 450mila euro li lascio alla Regione”. Chi è? Il padrone del Comune? Padrone di tutti i finanziamenti? Ci siamo astenuti sul provvedimento e coerentemente sull’immediata eseguibilità: è l’abc dell’Amministrazione. Qualcuno ci ha chiesto forse un appoggio al provvedimento? Dopo il traffico dei bambini dobbiamo tirare fuori la storia dei disabili per fare campagna elettorale? La smetta di fare il capoclasse. Nessuno aveva intenzione di ostacolare il provvedimento. Se qualcuno avesse sospeso un attimo la seduta non c’era problema. Invece si vuole fare le vergini: anche su altre pratiche non c’è stato il nostro appoggio sull’immediata eseguibilità, e mi pare logico».

«È un’opinione personale di Cugini dire che è stata una vergogna per la politica – è intervenuto anche il presidente del consiglio comunale Christian Fiazza, che uscì dall’aula per qualche istante proprio al momento della votazione - io ero assente e ho torto. Non sono qui a giustificare o interpretare dal punto di vista politico, morale. C’è stata una situazione e ognuno la può giudicare come vuole, in base alla propria coscienza».

«Se c’è una responsabilità è del capogruppo del Pd – ha detto parlando di sè stesso Claudio Ferrari - perché non ha saputo governare il suo gruppo. Non sono stato attento al fatto che non c’erano i 17 per l’eseguibilità. Se c’è una scusante è perché ritengo che questa sala sia sacra, qua esercitiamo il nostro dovere di rappresentanti. Qualcuno qua si dimentica cosa ci sta a fare, e il capogruppo si dimentica di controllare. Dobbiamo ricordarci il servizio che stiamo facendo, che le parole hanno un peso, i gesti, le dita che schiacciano i pulsanti del voto. Venerdì noi del Pd abbiamo sbagliato: l’errore è grave ma non irrisolvibile, abbiamo ancora qualche mese da trascorrere qua dentro».

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