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«Da fine aprile chiediamo una campagna di tamponi, specie per gli asintomatici»

L’associazione dei Liberali: «I 46 sindaci piacentini non l’hanno fatto»

«Da fine aprile chiediamo che si dia alla Regione l’Indirizzo di effettuare una campagna tamponi, con speciale riguardo agli asintomatici. I 46 sindaci del piacentino non l’hanno fatto e neppure l’ha fatto la Provincia. Intanto, a Piacenza il virus Corona miete ancora vittime». Lo comunica l’Associazione dei liberali piacentini «per non essere connivente con chi ha deciso di comportarsi così». «Rendiamo nota la nostra richiesta (motivata dal fatto che Piacenza è stata violentata dal virus in modo unico) nel momento stesso – precisa l’associazione - in cui il massimo consulente del ministero della Salute ha dichiarato che si eviteranno (le possibili) onde o ondine di ritorno della pandemia se la gente – sono le sue parole – si comporterà bene e se i sistemi sanitari faranno i tamponi».

L’Associazione liberali rende noto che la sua richiesta è stata veicolata tramite la Conferenza socio sanitaria piacentina, di cui fanno appunto parte tutti i Sindaci ed un rappresentante della Provincia. «Si tratta – dice il comunicato dei Liberali – del massimo organo rappresentativo della Sanità pubblica, istituito dalla Regione Emilia in ogni provincia, col potere di dare Indirizzi sulla sanità ai competenti organi. Ma nonostante reiterate richieste – continua l’Associazione – ed una fitta corrispondenza da parte nostra (nonché due lettere di risposta, evasive, da parte del Presidente dell’organo di cui trattasi), l’Indirizzo richiesto non è (mai rendendone note le ragioni) stato dato alla Regione e nessuno dei componenti della Conferenza – pur personalmente tutti quanti invitati a farlo – ha dato il proprio, che si sappia, appoggio al nostro invito di due settimane fa, di rivolgere al Presidente della Conferenza la richiesta di inserire all’o.d.g. del suo plenum il seguente argomento “Indirizzo alla Regione di sottoporre a tampone gratuito tutti i cittadini della provincia di Piacenza, con particolare riferimento e precedenza agli asintomatici». «Non è stato fatto neanche questo», si continua. «Tutta la documentazione (anche in vista di un ipotizzato successivo confronto pubblico) – fanno sapere i Liberali – è visionabile, e riproducibile, presso la sede dell’Associazione in via Cittadella 39 Piacenza -  tf. 0523/1722500, previo appuntamento. Allo stesso numero di tf. è richiedibile ogni informazione. “Chiunque può controllare come sono andate le cose», dicono i Liberali.

La nota dei Liberali così conclude: «Siamo veramente esterrefatti che non si sia neppure ritenuto di chiedere l’unica campagna che, ove è stata eseguita, ha salvato le popolazioni interessate da tanti lutti. Preoccupa che non si sia neppure fatta la richiesta, salvo naturalmente giudicare le ragioni che fossero eventualmente portate dalla Regione per negare quanto richiesto. Il comportamento della Conferenza (forse dovuto – con visione territoriale/corporativa – al fatto che i Sindaci si aspettano soldi da Bonaccini) indica che gli organi previsti nella nostra Regione sono stati tutti educati, direttamente o indirettamente, ad essere di fatto semplici organi – di sovietica memoria – di trasmissione della volontà di vertice, liberi solo di fare qualche scaramuccia scenica». «Al presente ed in attesa, eventualmente, di un confronto pubblico (che auspichiamo), chiediamo (dicono i liberali) a  tutti i componenti la Conferenza – nella  conoscenza, tramite questa nota,  di tutti i cittadini di una terra martoriata come la nostra – quali Direttive la Conferenza stessa abbia, secondo i suoi diritti/obblighi,  dato ai Responsabili pubblici ed amministrativi della Sanità pubblica, e quale sia la loro opinione a proposito della visione ospedalocentrica della Sanità emiliana, che ha portato alla situazione di cui tutti i piacentini hanno contezza, complice anche la totale pretermissione di ogni esigenza dei medici di base ben nota, con gravi conseguenze per la generalità dei cittadini. Va da sé – concludono i Liberali – che una mancata risposta, o il rifiuto di un confronto, l’uno e l’altro da parte dei singoli componenti della Conferenza, sarà indice, davanti all’opinione pubblica, del loro pensiero».

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