«In stazione e nel quartiere Roma aperture serali da limitare»

La Lega Nord presenta una mozione che chiede all’Amministrazione di disciplinare gli orari dell’attività commerciali dell’area della stazione ferroviaria e nel quartiere Roma: il limite scatterebbe alle 21

La Lega Nord ha presentato una mozione che intende “disciplinare” gli orari delle attività commerciali e artigianali, alimentari e non alimentari presenti nell’area della stazione ferroviaria e del quartiere Roma. «È necessario – fanno sapere gli otto consiglieri del Carroccio eletti in Consiglio comunale - porre in essere ogni utile iniziativa tesa ad implementare il livello di sicurezza urbana e di tutela del sereno e ordinato vivere civile. È compito dell'Amministrazione comunale assicurare una serena e civile convivenza, anche contrastando il consumo eccessivo di alcolici, al fine di evitare il verificarsi di episodi che minacciano la quiete e la sicurezza dei cittadini».

«Occorre considerare che la Polizia Locale – continua la Lega nel documento depositato a Palazzo Mercanti - tramite specifiche ed organizzate attività di presidio e controllo del territorio svolte negli ultimi mesi, ha rilevato che l'ambito territoriale del comparto Stazione Ferroviaria e quartiere Roma è significativamente caratterizzato dalla presenza frequente di soggetti nullafacenti, senza fissa dimora e pregiudicati che stazionano senza occupazione e abusano di bevande alcoliche, alimentando il degrado, il disagio ed il senso di insicurezza dei cittadini».

«Il contesto urbano – si legge nella mozione - risulta densamente abitato e le numerose attività economiche presenti, che a vario titolo e in diversa misura svolgono le proprie attività in orari serali e notturni, attraggono nella zona numerosi clienti avventori che, soffermandosi a consumare cibi e bevande fino a tarda ora sull'area pubblica o di uso pubblico nei pressi delle medesime attività e nelle loro immediate adiacenze, arrecano con il loro comportamento danni e disturbo provocando problemi di sicurezza urbana. Tali circostanze nel corso del tempo hanno favorito il fenomeno dell'aggregazione di soggetti spesso dediti ad attività illecite, peraltro aggravate dall'abuso di sostanze alcoliche e correlate alla detenzione e/o spaccio di sostanze stupefacenti, o comunque caratterizzate da condotte che creano pregiudizio alle condizioni generali di vivibilità, sfociando in soventi episodi di violenza, anche gravissimi che destano grande preoccupazione e allarme sociale per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico dell'intera zona».

Per il Carroccio un miglioramento delle condizioni di sicurezza reale e percepita è perseguibile tramite alcune misure di contrasto agli "assembramenti e alle aggregazioni sospette" in orario serale. «La maggior parte delle attività commerciali e artigianali ricomprese nella zona sopracitata ha fissato l'orario di chiusura entro le ore 21 (ad esempio il complesso commerciale “Borgo Faxhall”), orario che si reputa idoneo al fine di garantire l'equo bilanciamento tra gli interessi degli esercenti e la salvaguardia delle condizioni di vivibilità, sicurezza e quiete per i residenti».  «Rientra nel potere del Sindaco – riflettono i leghisti - adottare misure che consentano di superare l'insicurezza che i cittadini avvertono nel loro vivere quotidiano, ed al fine di attenuare la percezione ed il timore di frequentare ambiti fortemente caratterizzati dalla presenza di soggetti dediti alla consumazione di reati in relazione ad eventi di diffusa microcriminalità». La Lega chiede perciò all’Amministrazione di attivarsi per definire l'orario massimo di apertura delle attività commerciali e artigianali, alimentari e non alimentari presenti nell'area comparto Stazione Ferroviaria e quartiere Roma, in particolare fissando l'orario dalle 6 alle 21. Chiede inoltre di valutare un aumento dell'orario massimo di apertura,  delle attività che effettuino, anche in forma accessoria, la somministrazione di alimenti e bevande (con esclusione della somministrazione non assistita) e che siano dotate di idonea area di somministrazione interna. A questo andrebbe aggiunta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria».

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