«Da oltre tre anni aspettiamo un aumento dei salari nel commercio e nei servizi»

Venerdì 6 maggio otto ore di sciopero nel commercio e nel terziario per chiedere il rinnovo dei contratti. A Bologna un corteo con Cgil, Cisl e Uil

Guerriero, Vaghini e Molinari

Turismo, servizi, pulizie e multiservizi, farmacie private e comparto termale in sciopero contro lo stallo negoziale. Sono un milione e mezzo i lavoratori del turismo dei comparti industria turistica, pubblici esercizi, agenzie di viaggio, ristorazione collettiva, delle imprese di pulizia strutturate, delle farmacie private e del comparto termale in attesa dei rinnovi contrattuali in media da più di tre anni. «Contro lo stallo negoziale – spiegano i segretari di Filcams Cgil Fiorenzo  Molinari, Fisascat Cisl Michele Vaghini e Uiltucs Uil Vincenzo Guerriero - e l’atteggiamento dilatorio delle associazioni datoriali di settore – Federturismo/AICA/Confindustria Alberghi, Fipe, Fiavet, Confesercenti, Federterme, Federfarma, Angem, Aci (Alleanza Cooperative Italiane), Anip-Confindustria Legacoop, Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agci, Unionservizi Confapi, Fnip Confcommercio -  i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti Uil hanno indetto per il 6 maggio prossimo lo sciopero intersettoriale per l’intero turno di lavoro con presidi e mobilitazioni a livello locale. La protesta per rivendicare a gran voce il rinnovo dei rispettivi contratti nazionali di lavoro attraverso i quali garantire un dignitoso aumento salariale, nuove norme per la valorizzazione della professionalità e per il mantenimento dei livelli occupazionali».

«Sono baristi – proseguono i tre sindacalisti - camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti mense, receptionist, impiegati di agenzie di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori  del comparto termale, farmacisti, professionisti cui spesso ci rivolgiamo per soddisfare bisogni imprescindibili, per necessità connesse alla salute, per servizi fondamentali nella nostra vita quotidiana – conclude il comunicato –  Operano in settori strategici per l’economia del nostro paese, che rappresentano una componente rilevante del Pil Italiano come il turismo e il sistema degli appalti; svolgono lavori importanti come ad esempio la refezione e le pulizie nelle scuole, negli asili e negli ospedali nonché prestazioni attinenti la salute delle persone».

«Questo sciopero – spiega Michele Vaghini - è motivato dal fatto che da tre anni non ci sono stati rinnovi contrattuali in questo settore.  Dopo molti incontri siamo a un punto morto: in settori delicati per l’economia italiana le controparti continuano a sostenere che la crisi economica ha portato cambiamenti e non riescono ad elargire alcun tipo di aumento economico». «È importante - aggiunge - proclamare 8 ore di sciopero a livello nazionale, anche per il recupero della dignità di questi settori un po’ dimenticati. Nel terziario lavorano la maggior parte degli italiani: meritano la stessa dignità degli altri settori». La Cisl ricorda che dal 2016 per i lavoratori stagionali non è più previsto l'indennità per lo stato di disoccupazione.

«Oggi va di moda – rileva Vincenzo Guerriero dell’Uiltucs Uil - che quando ci sediamo ai tavoli contrattuali il pregresso viene dimenticato dalla controparte.  Le aziende non vogliono prendere in considerazione il passato, i lavoratori non hanno lo stipendio adeguato ai profitti degli anni precedenti».  A Bologna si terrà un corteo regionale con interventi dei delegati delle varie provincie: si sta organizzando da Piacenza. «Andremo là perché stiamo raccogliendo sempre più lamentele dal terziario nei nostri uffici. Le persone vedono che il loro salario non ha più il potere di acquisto di una volta. Uno sciopero è una sconfitta per tutti, sappiamo che il Paese in questo momento non ha bisogno di questo,  ma è l’unica arma in nostro possesso».

«Sottolineiamo – aggiunge Fiorenzo Molinari – l’importanza del rinnovo dei contratti nazionali. Si preferisce trattare un contratto aziendale, ma ciò riguarda solo il 20 per cento dei lavoratori italiani: ci vuole una cornice nazionale a fare da sfondo ai singoli contratti aziendali, per essere più tutelati. I lavoratori dei bar non hanno un involucro di contratto nazionale e sono più in difficoltà nel rapporto con i loro datori di lavoro. Riteniamo che non rinnovare i contratti nazionali sia una deriva pericolosa. Sono contratti scaduti da almeno tre anni. Siamo in una situazione di grande cambiamento, ma vogliamo mantenere i diritti alterati e ottenere aumenti salariali di 85 euro al mese. Ma l’aumento salariale non deve partire dal 2016, sono contratti scaduti da tre anni. E intanto le aziende puntano a togliere i diritti minimi, come la malattia e i permessi retribuiti. Sembra quasi che i datori di lavoro, invece che studiare nuove strategie, vogliano solo diminuire i costi del personale,  personale che dà servizi al cittadino. Vale per i baristi come i farmacisti». I sindacati contano circa 7mila piacentini impiegati in questi settori. I sindacati stanno organizzando la propria partecipazione al corteo di Bologna.  I lavoratori dei pubblici servizi autostradali, trasversalmente alle sigle sindacali, comunque tutte aderenti alla giornata di mobilitazione, promuovono presso il grill Arda in autostrada un presidio di protesta presso l’area medesima di Fiorenzuola d’Arda. Al presidio parteciperanno lavoratori dei grill limitrofi: San Giacomo, Nure, Trebbia, Somaglia, Cremona, Cantagallo, San Zenone ed altri che stanno dando l’adesione. Il presidio sarà presso l'Autogrill di Fiorenzuola d'Arda dalle ore 10 alle ore 16 del 6 maggio.

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