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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Da Reggio Emilia piovono critiche su Iren: «Investe di più a Torino e Genova»

Dall’Emilia occidentale si chiede più attenzione sugli investimenti. Il vicesindaco Timpano: «Con la società c’è dialogo ma ci aspettiamo che il piano industriale sia concretizzato anche in Emilia»

«La guerra dei campanili dentro Iren: l’Emilia contro Torino e Genova». Così il “Corriere della Sera” ha definito la “rivolta” delle province emiliane che hanno quote nella multiutility Iren, che nel territorio Piacentino gestisce il servizio idrico e la gestione dei rifiuti. Arrivata al settimo anno di vita, il rapporto tra l’azienda e alcuni territori pare in crisi. Il “Corriere” ha riportato i lamenti dell’Emilia occidentale: a detta di alcuni amministratori – soprattutto di Reggio Emilia - si preferisce investire nei territori di Genova e Torino, dove si stanno portando avanti operazioni di acquisizione di società più piccole.

«Iren – ha commentato la vicenda il vicesindaco con delega alle partecipate Francesco Timpano - si è data un piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione e su quello si sta procedendo. Il piano industriale prevede, molto in sintesi, investimenti nei territori di riferimento ed ampliamenti in territori limitrofi per rafforzare il carattere concentrato della società su business molto legati al territorio.

In questo quadro, si sono sviluppati di recente alcuni investimenti nei territori piemontesi e liguri, legati a situazioni locali molto specifiche e ad opportunità che si sono create. Non vi è dubbio che la situazione emiliana sia differente, perché i nostri territori sono ampiamente presidiati da Iren. Sui servizi "core" dell'azienda (acqua e rifiuti) vi sono limitati spazi di crescita. Negli ultimi cinque anni a Piacenza, l'investimento più significativo è stato certamente l'acquisizione al 100% dell'impianto di termovalorizzazione da Veolia e gli investimenti in essere sul teleriscaldamento. Ad essi vanno aggiunti gli investimenti del piano idrico, con la buona notizia che, rispetto al 2012, siamo tornati ad un livello di investimenti allineato al piano, o anche superiore ad esso».

«Per nuovi investimenti – prosegue Timpano - sul territorio regionale emiliano ci sono, inoltre, spazi importanti per nuovi impianti di trattamento di alcuni rifiuti, aspetto certamente strategico per il rafforzamento del ciclo dei rifiuti e per la valorizzazione dei processi di riciclo e riuso, ma su questo occorrerà vedere come si svilupperà l'applicazione della nuova legge regionale sull'economia circolare. Altri spazi possono crearsi in altri settori contigui, come la distribuzione del gas, in funzione dell'evoluzione regolatoria degli stessi.

Ciò detto, l'amministrazione comunale di Piacenza concorda con i sindaci emiliani, con cui condivide la proprietà dell'azienda, e che richiedono che il piano industriale si dispieghi concretamente anche nel nostro territorio. Su questo l'interlocuzione con il management è costante e l'impegno nel futuro dovrà rafforzarsi ulteriormente, tenendo conto degli orientamenti complessivi del territorio che si esprimono concretamente nei piani di ambito e nei singoli progetti territoriali. Nel caso di Piacenza, per esempio, a breve sarà terminato il lavoro di ristrutturazione della sede che permetterà di ospitare gradualmente i Laboratori del gruppo». 

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