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Trent'anni di elezioni dirette

Da Vaciago a Tarasconi, da trent’anni il sindaco lo scelgono direttamente i cittadini

Compie trent’anni la riforma elettorale che ha introdotto l’elezione diretta. Nel 1994 Vaciago e il centrosinistra ebbero la meglio su Passoni e il centrodestra: fu l’inizio del “bipolarismo” nella nostra città (5 a 2 il confronto)

In primavera vanno al voto, nel Piacentino, 28 comuni su 46. Il candidato sindaco che prende un voto in più dell’avversario diventa il nuovo primo cittadino. Ma un tempo non era così. Soltanto da trent’anni il sindaco viene eletto direttamente dai cittadini. Tra il 1993 e il 1994 venne applicata una riforma del sistema elettorale dei comuni, modifica che ha cambiato la politica amministrativa e la vita delle città italiane (e anche dei paesi più piccoli). Da quel momento le Amministrazioni locali sono diventati più forti. Il sindaco, scelto direttamente dai cittadini, ha acquisito più forza, sia a livello elettorale, sia nei confronti dei consiglieri comunali.

La maggior parte delle città italiane andò al voto tra il 1993 e il 1994. Come Roma (eletto Francesco Rutelli), Milano (Marco Formentini), Napoli (Antonio Bassolino), Palermo (Leoluca Orlando), Genova (Adriano Sansa), Torino (Valentino Castellani). Ovunque centrodestra contro centrosinistra: nacque il bipolarismo tra i due poli, che ha sempre contrassegnato la nostra città, ad esempio.

A PIACENZA

A Piacenza da quel momento i due poli si sono alternati alla guida dell’Amministrazione, sempre tramite il ballottaggio (e mai al primo turno). Nel giugno del 1994 Giacomo Vaciago (centrosinistra) diventò sindaco sconfiggendo al secondo turno Paolo Passoni (centrodestra). Nel 1998 Gianguido Guidotti (centrodestra) la spuntò su Mino Politi (centrosinistra). Nel 2002 e nel 2007 Roberto Reggi, per il centrosinistra, ebbe la meglio, rispettivamente, su Guidotti e su Dario Squeri. Poi, nel 2012, Paolo Dosi (centrosinistra) su Andrea Paparo (centrodestra). Nel 2017 Patrizia Barbieri (centrodestra) vinse contro Paolo Rizzi (centrosinistra). Infine, storia recente, nel 2022 Katia Tarasconi ha impedito il bis di Barbieri. Il bilancio è di cinque mandati per il centrosinistra (l’ultimo è ancora in corsa e la sua scadenza naturale è prevista per il 2027), contro i due del centrodestra. Quattro uomini e due donne, con un unico riconfermato: Reggi. 

Tutti i mandati sono arrivati al termine dei quattro e dei cinque anni (nel frattempo sono stati allungati di un anno), quando invece diversi sindaci precedenti della nostra città, eletti con il vecchio meccanismo, durarono un anno o poco più. La riforma ha sicuramente garantito una programmazione e pianificazione, da parte delle Amministrazioni, di lungo respiro.

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