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Il parere

«Chi amministra fa fatica a prendere una posizione netta contro grande distribuzione e logistica»

Dagnino, presidente di “Alternativa per Piacenza” sulle ultime schermaglie in aula: «Manca esperienza ai consiglieri del centrosinistra? Le figure più esperte facciano formazione»

«In merito alla recente discussione  in Consiglio comunale, precisiamo che l'essere contro nuovi insediamenti commerciali è in continuità con quanto diciamo da anni. Come essere contro a nuovi insediamenti di logistica. Le nostre idee al riguardo, non nascono da prese di posizioni radicali e/o  assolutiste, ma da valutazione e  consapevolezza della situazione della nostra città, soffocata da un inquinamento che non accenna a diminuire, da grandi superfici commerciali in sovrannumero, alcune  delle quali in abbandono, e altre in grande sofferenza. Dalla quantità di aree abbandonate e da recuperare. Da un consumo di suolo che senza se e senza ma va fermato, da subito». Così Sergio Dagnino, presidente di “Alternativa per Piacenza”, interviene in merito alle ultime schermaglie tra maggioranza e minoranze in aula, in merito alla mozione sulla moratoria della grande distribuzione, bocciata dal Consiglio.

«E se arrivassero realtà ad alta tecnologia o/e con un attenzione alla sostenibilità ambientale molto elevata – prosegue Dagnino - come qualcuno ogni tanto paventa, dovrebbero semplicemente utilizzare una delle tante aree abbandonate, che nella nostra Piacenza non mancano. Il no a nuovi supermercati non è per difendere i negozi di vicinato che ancora resistono (per quelli ci vorrebbe altro, che non arriva e nemmeno si intravede), ma è un “no” perché non c’è più bisogno di nuove grandi strutture nella nostra città. E chi ha fatto investimenti in tal senso, ha probabilmente sbagliato investimenti, capita. Quello che non si capisce è la fatica da parte di chi amministra a prendere una posizione chiara sul tema. Se poi ci saranno impedimenti legali o burocratici nel sostenere certe posizioni, ne prenderemo atto e cercheremo, con tutte le armi a disposizione, di combatterli. Ma questo dire e non dire, questo vorrei ma non posso, questo vedremo, valuteremo, francamente ha stufato. Quanto sarebbe bella una politica che parlasse chiaro e con il cuore... “Dritta al cuore”, mi pare si dicesse».

«In merito poi al fatto che Alternativa per Piacenza avrebbe intasato i canali istituzionali con i suoi atti (mozioni, interrogazioni, emendamenti etc), ricordiamo che il compito del consigliere comunale, ed in particolare delle forze politiche di minoranza, è quello di controllo e proposta. Quello dell'amministrazione invece, è di rispondere nei tempi dovuti (ci sono atti dell'estate scorsa che aspettano di essere portati in consiglio) e possibilmente in maniera approfondita. Quello che è certo finora, è che determinati  temi, che a giudicare dalle discussioni sviluppatesi sono quelli che interessano maggiormente i nostri concittadini, sono arrivati in aula grazie ad Alternativa per Piacenza. Non fosse per noi, temi importantissimi come la perequazione arriverebbero (ammesso che ci arrivino) in Consiglio a cose fatte».

«Concludendo, per rispondere a chi si appiglia alla differenza d'esperienza che contraddistingue maggioranza e opposizione all'interno del nostro Consiglio, dobbiamo rammentare che anche all'interno delle forze politiche che compongono la maggioranza vi sono persone che occupano o hanno, anche recentemente, rivestito ruoli politici e amministrativi di grande importanza. Forse quello che è mancato fin qui  è  la volontà di fare quella formazione, che per chi si affaccia per la prima volta in questo mondo (da assessore o da consigliere comunale) è indispensabile per svolgere al meglio il proprio ruolo. Sarebbe un bene per tutti».

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