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«Dal 2015 maggiori controlli sulle concessioni di suolo pubblico: Baracchino unico a non regolarizzarsi»

In commissione 1 tiene ancora banco la vicenda del Baracchino di piazzale Genova. Rimosse tre edicole e cinque dehors negli ultimi cinque anni. Attualmente Ica sta riscuotendo 67mila euro di canoni. Polledri: «Il Baracchino era mal frequentato». Il Comune rifiuta la donazione del chiosco

Gli operai stanno piano piano smontando la struttura del chiosco, nel frattempo la politica si chiude nel palazzo a discutere nuovamente della vicenda, che ha sicuramente creato un precedente importante. Il Baracchino fa ancora parlare di sé: dopo un intenso consiglio comunale, si è riunita la commissione 1 per affrontare il caso. Un gruppo di consiglieri ha infatti chiesto delucidazioni sulla controversia tra Comune e gestore della struttura di piazzale Genova. «Lertora della Fipe – ha esordito in aula Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) – dice che da “due anni sono partiti i controlli sulle concessioni e sono emerse tante situazioni di irregolarità”. Vogliamo sapere quante sono le concessioni di occupazione di suolo pubblico pluriennali. C’è incompetenza in materia da parte di assessorato e uffici. Ho letto l’ordinanza: si è parlato tanto di legalità e rispetto dei principi in questa vicenda, ma la concessione è stata rilasciata nel 2002 a Bertorelli, mentre tutti gli atti successivi vengono notificati al “Baracchino di Bertorelli Marco sas”: dal 2006 al soggetto è subentrata un’altra autorizzazione.

La concessione del 2002 era stata affidata alla precedente titolare, e non è stato emesso dal Comune un nuovo atto di concessione. La concessione è decaduta. C’è un modo sbagliato di affrontare in generale il tema: quanti sono i casi in cui decorso il termine della concessione, si è proseguiti nell’occupazione di suolo pubblico abusiva in città? Ho sentito parlare di sanatorie, ma su questa materia non è possibile. Si doveva effettuare una nuova concessione, non si può sanare così dopo cinque anni. Gli uffici dovrebbero conservare le date di scadenza di tutte le concessioni: vorrei verificare una per una tutte le concessioni. La legge la si rispetta tutti allo stesso modo: guardiamo bene l’elenco, per vedere quando scadono. Qua si è voluto intanto caricare Bertorelli di una spesa da 26mila euro per la rimozione del Baracchino. Il Comune una volta che ha tolto la concessione, un minuto dopo può entrare dentro alla struttura: invece si è provveduto ad agire con una prova di forza».

Durante la commissione il presidente Stefano Perrucci ha reso nota una lettera inviata dal gestore del chiosco Marco Bertorelli all’Amministrazione. Nella missiva Bertorelli concede la possibilità di cedere a titolo gratuito il Baracchino: «Non sarei in grado di farmi carico delle spese di sgombero», si legge nel testo.

«Nel febbraio 2012 – ha spiegato l’assessore Luigi Gazzola – c’è stato un giro di vite: i nuovi chioschi dovevano ottenere nuovi e particolari permessi, quelli vecchi non confermi potevano rimanere ancora per 5 anni dopo la loro scadenza di concessione, poi dovevano mettersi in regola.

C’è stata un’attività di controllo piuttosto intensa per sistemare le concessioni non in regola. Ci sono state diverse rimozioni: 3 edicole, 5 dehors, tutte rimosse a spese dei titolari delle concessioni. Fenomeno crescente, venivano segnalate diverse anomalie. Procedimento piuttosto complesso quello precedente, allora ci siamo coordinati in maniera diversa noi, gli uffici e la Polizia Municipale. Nel 2015 per tutelare la sicurezza stradale e il decoro urbano abbiano stabilito un nuovo piano d’azione: l’invio di una lettera a 200 concessionari di suolo pubblico di un avviso di accertamento, per verificare le loro posizioni amministrative e scadenze, e per allertare di rispettare le disposizione delle stesse. Le associazioni di categoria dovevano inoltre sensibilizzare sul tema, per rispettare le norme. Il sindaco ha dato una direttiva alla Municipale sui controlli, e gli agenti hanno diffidato subito due pubblici esercizi che presentavano un’occupazione di suolo pubblico abusiva. In un caso c’è stata la rimozione dei manufatti abusivi entro 10 giorni con una rateizzazione della morosità del titolare; nell’altro caso nella zona Nord della città, dopo la chiusura coattiva per non aver risposto alle norme entro 10 giorni, è subentrato un nuovo proprietario. Questo ha rimosso la struttura abusiva e ha sanato la situazione. Ben 15 delle 16 occupazioni abusive prima del piano d’azione sono state regolarizzate: in un caso solo sono in corso accertamenti. Nel 2016 le concessioni sono state tutte rinnovate o in corso di rinnovo. L’ammontare della morosità a 67mila e 400mila euro. Di questi 27mila sono morosità di edicole, 20.400 chioschi, 20mila euro dei dehors».

«Ad occuparsi dei canoni di occupazioni – ha proseguito Gazzola - è incaricata “Ica”. Quando un concessionario non paga ci pensa Ica con la riscossione coattiva. Ad oggi non vi sono crediti prescritti: i 67mila euro sono in fase di riscossione. Stiamo parlando di 7 situazioni di morosità, di cui 3 in fase di rateizzazione». Diverso il caso del Baracchino. «La concessione a Bertorelli è scaduta nel 2011, il gestore ha ricevuto una nota pochi mesi dopo. Aveva detto informalmente di voler proseguire l’attività: il gestore non si è però mai attivato dal 2012 presso gli uffici. Nel febbraio 2016 ha ricevuto l’ultimatum di dieci giorni per mettersi in regola e pagare il pregresso. Il titolare non si è mai attivato, nonostante i richiami. Il gestore si è fatto vivo nel 17 ottobre 2016 per depositare il rinnovo di concessione dell’occupazione. Ha pagato quanto doveva riguardo al 2011 e al 2012, mentre ha rispettato solo due delle 24 previste del 2013-2014-2016. Nulla è stato versato fino al 2016 da parte sua. Il suo pagamento pregresso non dà comunque titolo all’ottenimento della concessione».

Foti ha incalzato ancora l’Amministrazione e gli uffici. «Perché nei confronti di tutti – ha polemizzato l’ex parlamentare - non è stato applicato il regolamento Cosap, che è quello che disciplina la materia? Perché la decadenza del Baracchino non è decaduta nel 2002 con l’ingresso di Bertorelli e questo è avvenuto nel 2006? Chiedo di sapere in quale articolo si parla di sanatorie: altrimenti è disparita di trattamento, qualcuno l’ha avuta e qualcuno no…Andavano fatte decadere tutte le concessioni e rimosse le strutture, non solo il Baracchino».  

«Esistono casi – ha chiesto il grillino Andrea Gabbiani - di sanatorie simili per altre situazioni? È importante saperlo, perché ci sono tante altre concessioni che stanno per scadere: non vorrei che si creassero dei precedenti». «C’è un discorso – ha detto Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza) politico dietro: era un posto a cui i piacentini sono legati affettivamente. Non è la fine del mondo, ma è un tema su cui l’Amministrazione doveva prendere una posizione diversa, sospendere la questione. Si è diventati impermeabili, non ascoltando la protesta.  È stato sbagliato l’approccio.

Molto discusso anche da parte dello stesso l’intervento del leghista Massimo Polledri. «Ci sono i fessi che pagano – ha riferito in aula - e quelli che non pagano, può pensare qualcuno. Dall’Amministrazione devono arrivare certezze sui tempi dei pagamenti e sulle regole. Comunque il Baracchino era un brutto posto come frequentazioni. C’era un problema di sicurezza di frequentatori, di tassi alcolici da rispettare: non si può dare ulteriore alcol a chi già è ubriaco. Non mi sembrava un posto sicuro ed era su una delle strade principali di Piacenza. Però esaminate l’offerta di cessione a titolo gratuito del Baracchino, visto che difficilmente pagherà la demolizione». Gli ha replicato ancora Pallavicini. «Io sono un frequentatore, in estate ci vado. C’è stata mobilitazione per il Baracchino perché è un luogo di socialità economicamente accessibile».

Pallavicini è stato bacchettato anche da Lucia Girometta (Forza Italia): «È stata una brutta pagina per Piacenza questa vicenda. Al di là delle frequentazioni, nessuno era obbligato ad andarci: non sono d’accordo con Polledri, ci sono altri luoghi a rischio in città».

«Io alle mie figlie l’adolescenza al Baracchino – è stato l’intervento di Annalia Reggiani del Pd - non gliela faccio passare. L’ho frequentato da giovane, ma ora…Sono d’accordo per una volta con Polledri. Apprezzo lo sforzo dell’Amministrazione che dà tempo 4 o 5 anni a un titolare di regolarizzarsi. Ci diranno poi gli uffici se queste tempistiche sono state così per uno solo o per tutti. È un segnale forte che poi tutti si siano messi a posto: non ci sono più furbi. Lui però chiede di cedere il Baracchino solo se continua a lavorarci dentro pagando solo il canone di occupazione: rendiamoci conto della sua proposta…».

«Non si può dare addosso al Baracchino – ha aggiunto Paolo Garetti (Lista Sveglia) - e dire che è brutto, sporco e cattivo. Ci sono state inadempienze sia del titolare che di chi si è occupato della pratica e delle carte. Ora si deve procedere per il minor danno possibile per la comunità».

«Il Comune – ha replicato l’assessore Gazzola a Polledri - non ha mai fatto a riferimenti a frequentazioni del locale nelle sue azioni. Non ci sono state disparità di trattamento, abbiamo trattato anche altri così. Non ci sono state sanatorie, ma avvisi alla gente a regolarizzarsi, all’interno dei tempi previsti, all’interno delle scadenze. I soggetti non in regola sono solamente stati avvertiti per tempo, un po’ come quando poco tempo fa abbiamo detto ai parcheggiatori che fra due anni sarebbe finita la loro concessione. Bertorelli è stato informato nel 2012. Capisco la reazione di molti che hanno nostalgia dei tempi passati: è un luogo nel cuore di tanti, ma non capisco le critiche a noi che abbiamo fatto rispettare le regole. Proprio in questi giorni abbiamo poi inviato ingiunzioni di pagamento per 4 milioni a piacentini in difficoltà, che non riescono a pagare multe e tasse. Dovremmo fare mobilitazioni per tutti allora…Noi abbiamo agito con un principio di equità per tutti».

«Continuate a dire che lui non pagava – è intervenuto ancora Foti - ma qua il tema è che voglio vedere tutte le autorizzazioni che riguardano il suolo pubblico in scadenza nei prossimi 60 giorni».

«Il Comune – ha espresso il suo parere anche il dirigente comunale Taziano Giannessi - in caso di occupazione impropria da parte di chioschi, deve liberare il suolo pubblico da strutture. Si stavano tutti regolarizzando dopo le nostre comunicazioni, tranne il Baracchino, l’unico che neanche si era presentato. Ad aprile abbiamo perciò disposto la rimozione». «Non siamo obbligati – è invece il parere del dirigente dell’avvocatura Elena Vezzulli - ad accettare la sua donazione del chiosco in questione, dobbiamo vedere se c’è un’utilità del bene che ci viene proposto. Significa farsi carico delle spese di demolizione del Baracchino: è chiaramente un modo per sgravarsi del debito». «La decadenza – ha concluso il dibattito ancora Foti - avrebbe aiutato il Comune molto più della situazione attuale. Comunque l’unica fonte di trasparenza è il registro delle scadenze: è dovere del Comune renderlo noto. Andrebbe pubblicato su internet, così la gente si sa regolare».

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