Dal reddito di solidarietà al reddito di inclusione: prosegue iter pdl di Pd, Si, e Misto-Mdp

Caliandro (Pd), relatore: “con integrazione di Res e Rei più soldi per beneficiari in regione”. Gibertoni (M5s): “ora migliorare efficienza centri per impiego”. Taruffi (Si): “Rei nazionale figlio del Res regionale”

Prosegue in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, l’esame del progetto di legge che modifica il reddito di solidarietà (Res) nella direzione del reddito di inclusione (Rei) per rendere la misura regionale di contrasto alla povertà integrativa di quella nazionale, rafforzandone così la portata per i beneficiari emiliano-romagnoli. La proposta legislativa è stata presentata da Pd, Si e Misto-Mdp, primo firmatario Igor Taruffi (Si). Di pari passo con la revisione del Res e la sua trasformazione in Rei, prosegue l’esame del Piano regionale di lotta alla povertà, la declinazione regionale del Piano nazionale. Il relatore Stefano Caliandro (Pd), nel riassumere i tratti salienti del progetto di legge, ha commentato: “Stiamo lavorando per integrare nel modo più efficace il reddito minimo regionale al reddito di inclusione nazionale. Dal mese di luglio, la platea dei beneficiari delle due misure sarà pressoché identica, ma per chi vive in Emilia-Romagna e ha accesso al Rei ci sarà un contributo aggiuntivo grazie ai fondi della Regione”. Inoltre, – ha aggiunto il capogruppo Dem – la Regione garantirà anche un percorso di reinserimento lavorativo grazie al coinvolgimento diretto dei Comuni che, con i loro servizi sociali, seguiranno questo percorso di supporto e reinserimento. Giulia Gibertoni (M5s), nell’esprimere apprezzamento per la riformulazione della normativa regionale, ha rivendicato ai 5 stelle il merito di “essere stati fra i primi, mediante la proposta del reddito di cittadinanza, a richiamare l’attenzione sulla necessità di misure concrete di contrasto alla povertà”. Inoltre, ha invitato la Giunta a intervenire per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei centri per l’impiego. Igor Taruffi (Si) ha sottolineato come “il Rei introdotto dal governo, a cui la Regione oggi si adegua, sia ‘figlio’ del Res voluto nel 2016 dall’Emilia-Romagna, che si è assunta la responsabilità, con serietà e lungimiranza, di fare da apripista”. Il progetto di legge regionale, che si compone di 12 articoli, è stato sottoscritto da Stefano Caliandro, Paolo Calvano, Massimo Iotti, Mirco Bagnari, Roberto Poli, Enrico Campedelli, Antonio Mumolo, Paolo Zoffoli, Barbara Lori, Nadia Rossi, Francesca Marchetti, Gianni Bessi, Giorgio Pruccoli, Luca Sabattini, Luciana Serri e Lia Montalti (Pd), Silvia Prodi (Misto-Mdp) e Yuri Torri (Si). 

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