De Micheli: «Entro Natale consegnato l’85% delle casette ai terremotati». Ma siamo fermi al 50%

“Il Fatto Quotidiano” e “Avvenire” segnalano i ritardi nella consegna delle casette per i terremotati. E tra quelle già consegnate sono molteplici i problemi

Paola De Micheli

«Entro Natale sarà consegnato l’85 per cento delle Sae (le Soluzioni abitative in emergenza, ndr)”, prometteva il 2 dicembre scorso Paola De Micheli, Commissario alla ricostruzione post-terremoto spiegando che “ne sono state chieste 3.700, consegnate 1.300 circa. Non alimentiamo la sfiducia». Nell’edizione odierna del “Fatto Quotidiano”, il giornale diretto da Marco Travaglio, viene messo nel mirino l’operato della piacentina De Micheli, per i pesanti ritardi e alcune problematiche riscontrate nelle case già consegnate. In un articolo si segnala la discordanza tra promesse e realtà nella – comunque – complessa opera di aiuto e ricostruzione delle zone terremotate del Centro Italia. «I dati forniti dalla Protezione Civile – spiega Il Fatto Quotidiano - al 22 dicembre scorso, le Sae ordinate per Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche sono3.788, 1.871 consegnate, cioè il 49 per cento. Nelle Marche, la regione più colpita per estensione e di conseguenza con maggior numero di sfollati, su 1.965 Sae ordinate ne sono state consegnate 675, solo il 34 per cento». Il giornale riporta un quadro difficile. «E come se non bastasse molte di queste si sono rivelate inabitabili a causa della sporcizia, dei fili della luce scoperti, delle prese senza coperchio, degli scarichi che non funzionano, dell’assenza – in alcune - del frigorifero, della luce, dell’acqua che cola dal boiler interno. Per non parlare dei riscaldamenti ad energia solare montati sui tetti, scoppiati a causa della rottura delle tubature per il gelo. Questa la situazione nel maceratese. E dire che il costo a casetta è in media di 90mila euro».

Anche il quotidiano della Cei “Avvenire”, diretto da Marco Tarquinio, nell’edizione di oggi, segnala il ritardo della consegna delle casette. «Le casette per gli sfollati – è il reportage sul posto di Chiara Gabrielli - non arrivano, e quelle poche che consegnano sono difettose. In molti casi, non abitabili. Dal Lazio alle Marche, a quasi un anno e mezzo dal terremoto che ha devastato l’entroterra di quattro regioni, la speranza di riprendere una vita normale, tra le montagne tanto amate, si fa sempre più debole: a Terracino (Accumoli) la scorsa settimana 11 famiglie si sono rifiutate di ritirare le chiavi, mentre nel Maceratese, in questi giorni, i sindaci sono in rivolta per le condizioni disastrose delle cosiddette Saee decidono di sospendere l’inaugurazione delle aree». 

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