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Degrado all’ospedale, abbandonato un muro storico “costato” 5 miliardi di lire

Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) accompagnato dalla candidata Edoarda Ghizzoni, segnala le pessime condizioni di un muro storico, situato nei sotterranei dell'ospedale Guglielmo da Saliceto, che comportò una variante da 5 miliardi di lire negli anni '80

Tommaso Foti, candidato al consiglio regionale per Fratelli d’Italia, dà appuntamento ai cronisti per una conferenza stampa all’aperto all’ingresso dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza. Ma una vera e propria conferenza non si farà mai. L’ex parlamentare, accompagnato da Edoarda Ghizzoni – anch’essa candidata per Fd’I alle Regionali -  e da Erika Opizzi, consigliere comunale dello stesso partito, guida la stampa verso un tour nei meandri dell’ospedale.  «Il muro antico che potete vedere – ha spiegato Foti, dopo essere entrato in una zona off limits nei sotterranei, eludendo senza problemi la sorveglianza della struttura -  comportò una variante nel 1985 discussa in consiglio comunale. I cittadini pagarono 5 miliardi di vecchie lire per spostare le cucine del 118 e ubicarle in un’altra posizione, al fine di preservare questo reperto storico. Dopo 30 anni e 5 miliardi spesi, il muro storico è diventato a tutti gli effetti un rudere».

Il consigliere ha voluto anche dimostrare l'assoluta inefficacia dei controlli, muovendosi indisturbato in ogni angolo dell'ospedale. «Nel tunnel situato sotto il reparto degli infettivi che porta ai Bastioni c’è inoltre anche un tomba, forse di epoca romanica. Non c’è nessuno che controlla – lamenta l’esponente di Fratelli d’Italia, sia qua, sia la nostra città. È evidente che ci troviamo di fronte a uno stato di forte degrado nel nostro ospedale, a cui si aggiungono le condizioni precarie della vecchia struttura e lunghe liste d’attesa. C’è sempre stata una grande sfilata di politici a posare prime pietre e a tagliare nastri in quest’area: la situazione andrebbe gestita meglio nel suo complesso. Io penso – è la chiosa finale di Foti – che sia venuto il momento di avere direttori generale piacentini, che conoscono bene il nostro territorio e le sue esigenze, invece di avere forestieri, nominati dalla Regione per essere supini in ogni decisione»

Degrado all'ospedale ©Mulazzi/Ilpiacenza

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