«Deroghe per il mantenimento delle scuole nelle zone montane più disagiate»

Lo chiedono i consiglieri regionali Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi che, con una risoluzione, propongono di abbassare ulteriormente il limite minimo di allievi, necessario a formare una classe

Tarasconi e Molinari

“Deroghe speciali per il mantenimento delle scuole nelle zone montane più disagiate”. Lo chiedono i consiglieri regionali Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi che, con una risoluzione, propongono di abbassare ulteriormente il limite minimo di allievi, necessario a formare una classe, e tenere quindi aperte le scuole nelle zone montane a rischio spopolamento; “presidi – affermano - che per una comunità rappresentano il principale servizio dal punto di vista educativo e sociale”. “La Regione Emilia-Romagna è impegnata – spiegano i consiglieri regionali piacentini - sia con la Legge regionale sulla Montagna, sia con le politiche territoriali per lo sviluppo delle zone montane, a contrastare fenomeni di spopolamento nelle aree marginali e montuose, in modo da garantire legittimamente a chi ci abita adeguati livelli di disponibilità di servizi pubblici essenziali e mantenere viva la comunità”. Il decreto n. 81 del 20 marzo del 2009 fissa i limiti entro i quali poter istituire sezioni di scuola, prevedendo che nei comuni montani sia possibile istituire classi con un numero inferiore, ma comunque non inferiore ai 10 alunni. Molinari e Tarasconi chiedono quindi alla Giunta di attivarsi presso il Governo “laddove i margini di discrezionalità oggi concessi dalla normativa non siano sufficienti a garantire il mantenimento dei presidi scolastici, di abbassare ulteriormente il limite minimo di allievi attraverso deroghe speciali”.   “Nel documento – precisano poi – chiediamo di favorire la permanenza dei docenti per dare continuità dell’insegnamento nelle scuole di montagna e valutare azioni possibili per il superamento del digital divide”.

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