«Dicono che vogliono il parco e votano per impianti sportivi»

Il comitato per il parco della Pertite dopo la votazione della Commissione 2 relativa alla delibera di modifica della destinazione dell'area da verde: «Non demordiamo continueremo a chiamare i cittadini a pronunciarsi attraverso la raccolta di firme che consegneremo al presidente del Consiglio prima della riunione decisiva»

L'area Pertite

A seguito dell'esito della votazione della Commissione 2 relativa alla delibera di modifica della destinazione dell'area da verde attrezzato a verde pubblico il comitato attacca: «Ma questo Palazzo di cosa ha bisogno per poter decidere la questione più semplice del mondo? Dare un parco che viene consegnato gratuitamente dalle autorità militari e il Demanio alla città di Piacenza. Non basta che la città abbia necessità di verde e parchi urbani, vero baluardo all'inquinamento che colpisce i cittadini, soprattutto quelli più deboli e indifesi. Non basta che più di 30mila persone abbiano espresso una chiara e inequivocabile volontà di avere un nuovo parco nell'area della ex Pertite. Non basta che da otto anni il Comitato si batta attraverso un rapporto diretto con i cittadini per il raggiungimento di un obbiettivo di civiltà, progresso e con risvolti positivi per la città anche di natura economica. Non basta che sia apparso evidente il voltafaccia dell'Amministrazione che ha ingannato il Comitato, ma soprattutto i cittadini di Piacenza che credevano di aver raggiunto un risultato frutto di una vera partecipazione popolare. Senza alcuna risposta alle chiare richieste dei consiglieri firmatari della delibera e della volontà del comitato e cittadini che per l'ennesima volta hanno risposto in massa alla chiamata del Comitato (2mila firme raccolte in quattro banchetti), hanno deciso, destra e sinistra di  prorogare ancora il “calvario” di quest'area con motivazioni  assolutamente false o inconsistenti nascondendo il loro pensiero che continua ad essere quello di cementificare in vario modo l'ultimo polmone verde di Piacenza».

«L'assessore Bisotti ha dato questa motivazione: "Per essere coerenti abbiamo inserito la dicitura “verde attrezzato” nella delibera. Volevo capire come potevamo gestire un'area così vasta con la destinazione pubblica. Mantenere il verde attrezzato è per senso di responsabilità. Questa è la modalità più rispettosa per un recupero di quell'area".  Ma sono risposte alla richiesta dei cittadini e del Comitato? Ma cosa recitano le norme:  ART. 110 Verde Pubblico: Le aree così classificate sono destinate a parchi urbani e periurbani. in queste aree possono essere realizzate solo costruzioni funzionali al verde pubblico, quali (significa ad esempio) chioschi, capanni, ricoveri attrezzi, punti di ristoro, servizi igienici. «Quindi le strutture - continua il comitato - esistenti, che non saranno demolite, potranno ospitare attività al servizio del parco». ART: 111 Verde attrezzato: Le aree così classificate sono destinate agli impianti sportivi coperti e scoperti. La superficie a verde deve occupare almeno il 30% di quella complessiva, quindi il 70%  costruito.  

«Dicono che vogliono il parco e votano per impianti sportivi. No, il Comitato non ci sta a questa sorta di “balletto” sulla pelle dei cittadini di Piacenza. Il parco è indispensabile per prevenire disturbi, malattie e morte più che curare il male dopo che si è verificato. Non demordiamo continueremo a chiamare i cittadini a pronunciarsi attraverso la raccolta di firme che consegneremo al presidente del Consiglio prima della riunione decisiva del Consiglio stesso in cui si vedrà ancora più palesemente chi è che non vuole un parco a Piacenza, preferendo ancora una volta il cemento  che ci uccide al verde che ci aiuta e salva dallo smog». 

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