Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

«Difendere le persone Lgbtq da violenze e discriminazioni»

La nota di Buona Destra che appoggia il DDL Zan

«L’articolo 3 della nostra Costituzione è moderno e sancisce un principio fondamentale in un Paese democratico: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Inizia così la nota firmata "Buona Destra" in merito al DDL Zan.

«Purtroppo, ancora oggi, le discriminazioni e le violenze nei confronti delle persone LGBTQ si concretizzano con una certa frequenza soprattutto in discorsi d’odio, lesioni, violenze private, atti di bullismo e stalking. I casi di omofobia conclamata riguardano certamente una minoranza (e probabilmente sono solo la punta dell’iceberg), ma in un Paese democratico le minoranze vanno difese: il pieno riconoscimento del diritto al rispetto della propria identità sessuale e di genere – senza che da esso derivi un’ingiustificata emarginazione sociale o una lesione della propria libertà, sicurezza e integrità fisica – appare dunque necessario e non ulteriormente procrastinabile. Per questi motivi riteniamo che l’ennesimo rinvio all’approvazione del DDL Zan, questione più che mai attuale anche alla luce del dibattito che da settimane anima l’opinione pubblica, debba essere risolto in tempi brevi. Una legge che garantisce diritti e tutele a una minoranza dei cittadini, non lede quelli della maggioranza. Chi si oppone al DDL Zan sostiene che con questa legge si vogliano in qualche modo “punire le idee”, limitando di fatto la libertà di opinione e di scelta: in realtà l’articolo 4 del ddl specifica che “sono fatte salve la libera espressione di convincimenti e opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”», si legge.

«Nessun bavaglio alla libertà di espressione, dunque, ma un inasprimento della pena per chi incita a commettere o commette violenza per motivi fondati sull’orientamento sessuale e le disabilità, oltre a quelli già previsti dalla legge Mancino del 1993 (che faceva riferimento specificamente a quelli razziali, etnici e religiosi). Il comitato della Buona Destra di Piacenza, che nei giorni scorsi ha avuto modo di confrontarsi proficuamente con il direttivo provinciale di Arcigay, ribadisce dunque l’importanza di una politica antidiscriminatoria, che garantisca diritti e tutele – anche ad hoc, se necessario – a tutti i cittadini, in eguale misura».

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