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Dimissioni Dagnino, la maggioranza: «Scelta personale, non un caso politico»

I capigruppo del centrodestra Segalini (Lega), Migli (Fd’I) e Pecorara (Fi) dopo l’abbandono alla vicepresidenza dell'aula del grillino: «A lui sempre forniti documenti e informazioni richieste, non capiamo le ragioni di questo vittimismo»

«Prendiamo atto della decisione di Sergio Dagnino di dimettersi da vice presidente del Consiglio comunale, ma respingiamo al mittente le motivazioni che egli accampa, nella speranza vana di fare di una scelta personale un caso politico». È piccata la nota dei capigruppo del centrodestra Carlo Segalini (Lega), Gian Carlo Migli (Fratelli d'Italia) Sergio Pecorara (Forza Italia) a quanto sostenuto in Consiglio comunale dal consigliere dei 5 Stelle, che si è dimesso nella seduta del 14 ottobre.  «Non è dato sapere quali siano le ragioni vere di un interessato vittimismo quando al consigliere Dagnino sono sempre stati forniti, al pari di tutti gli altri consiglieri, sia i documenti che le informazioni richieste. Per di più non guasterebbe che quando Dagnino cita il contenuto delle risposte avute, avesse almeno il buongusto di Sergio Dagnino-3rappresentare le domande poste».

«Detto ciò, appare inaccettabile il fatto che, mentre Dagnino prende parte a meet up con i simpatizzanti dei 5Stelle per discutere della città, egli pretenda ‎di vietare analoghi incontri ai consiglieri di maggioranza. Un modo quanto meno interessato e fazioso di ragionare, che già di per se si commenta. Non solo: sarebbe interessante anche comprendere quale profilo di rispetto istituzionale da parte di Dagnino ci sia stato nel prendere parte a conferenze stampa in cui si annunciavano - ovviamente per fare rumore, perché altro non si è mai sentito -  importanti rilevazioni sull'area del nuovo ospedale, per poi pilatescamente non assumersi la responsabilità di dire un sì o di un no alla proposta presentata dalla Giunta». «Se dunque - come da lui asserito - a Dagnino interessa fare un po' di cinema, faccia pure. Ma sappia anche che come attore potrebbe valere meno che da consigliere comunale. Tant'è che per non andare incontro a clamorosi fiaschi gli consigliamo di dedicarsi - unitamente alla compagnia d'avanspettacolo cui sovente si associa - al cinema muto. Dopo tutto, sempre cinema è».

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