Disegno di legge Pillon, anche da Piacenza parte la mobilitazione

Il 10 novembre in piazza Duomo "Non una di meno". Aderiscono al suo appello contro il ddl Pillon Telefono Rosa, Agedo Milano, Amnesty International Piacenza, Arci Piacenza, Cgil Piacenza, Famiglie Arcobaleno Piacenza, L’Atomo Arcigay Piacenza, Anpi

Simone Pillon

All’appello di “Non Una Di Meno – Piacenza” contro il disegno di legge “Pillon” aderiscono “La Città delle Donne” Telefono Rosa Piacenza, Agedo Milano, Amnesty International Piacenza, Arci Piacenza, Cgil Piacenza, Famiglie Arcobaleno Piacenza, L’Atomo Arcigay Piacenza, ANPI Comitato Provinciale di Piacenza. Il 10 novembre “Non Una Di Meno” sarà nelle piazze di tutte le città d’Italia per dire “no” al Ddl

Pillon. «La mobilitazione generale lanciata da D.i.Re., la rete nazionale dei centri antiviolenza, chiedeva il coinvolgimento della società civile, del mondo dell'associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati e di tutti quei cittadini che ritenessero urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne. Non Una Di Meno Nazionale ha risposto subito e l'assemblea di Piacenza sarà in piazza Duomo sabato 10 novembre dalle 15.30 con un banchetto per chiedere il ritiro senza condizioni del Disegno di legge Pillon, che rischia di trasformare la separazione e l'affido in un campo di battaglia permanente. Il Disegno di legge Pillon vuole svuotare di efficacia l’istituto del divorzio e viola apertamente numerose disposizioni tra cui quelle della Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia e quindi legge del nostro Paese. Offre un modello di società fondato sulla famiglia patriarcale cercando di assicurarla attraverso l’intervento dello Stato, attaccando direttamente l’autodeterminazione delle donne che la mettono in questione. Si presenta così come un violento strumento di disciplinamento e di imposizione di ruoli e gerarchie di genere, mirante a contrastare qualsiasi idea di relazione che rifiuti il modello patriarcale.

Il Disegno di Legge riconduce le “responsabilità genitoriali” alla sola famiglia eterosessuale mononucleare, modellando sul contratto matrimoniale e su vincoli “di sangue” l’unica forma legittima di relazione fondativa dei legami sociali, laddove nei fatti le pratiche di convivenza, crescita di figli e scelta di non averne, vanno già oltre contraddicendo apertamente questo modello. Non vogliamo la mediazione familiare obbligatoria e a pagamento, non vogliamo che il tempo da passare con figli e figlie venga spartito secondo un piano genitoriale redatto da un mediatore familiare, non vogliamo che venga abolito l'assegno di mantenimento, non vogliamo uno Stato che non tuteli in caso di violenza domestica.

Il 10 novembre porteremo ancora una volta in piazza il nostro stato di agitazione permanente, che è una continua lotta di liberazione. Ci saremo con la forza globale delle donne e delle soggettività LGBTQI+ che, contro tutti gli ostacoli e in ogni parte del mondo, rifiutano la violenza domestica e l’oppressione familiare e praticano la libertà sessuale contro i ruoli e le gerarchie di genere. Ci saremo per rivendicare la nostra libertà di scegliere come e con chi avere relazioni, essere o non essere genitori, convivere, nella piena possibilità di autodeterminarci e autogestire i nostri affetti e l’organizzazione dei nostri tempi di vita. Ci saremo, e sarà soltanto un altro passo della nostra agitazione permanente, verso la manifestazione nazionale del 24 novembre e lo sciopero femminista globale dell’8 marzo. La parola d’ordine Non una di meno! È il nostro grido di liberazione, una scintilla globale che in ogni parte del mondo accende un fuoco di insubordinazione».

L'APPROFONDIMENTO SUL DDL PILLON: COSA E' E COSA DICE

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