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Distribuzione profughi, Lega Nord: «Il prefetto ascolti e rispetti i sindaci»

Lega: «Il prefetto accusa i sindaci di ostruzionismo e di creare ingiustificati allarmismi: si deve solo vergognare per essersi rivolta così a chi, nella gestione dell'emergenza profughi, si ritrova nelle condizioni peggiori a causa delle politiche di austerità che colpiscono duramente gli enti locali»

Anna Palombi

È il prefetto, Anna Palombi, nel mirino del dipartimento Sicurezza della Lega Nord provinciale di Piacenza a seguito delle affermazioni rivolte ai sindaci piacentini che si oppongono all’arrivo di nuovi profughi nei propri territori: «I sindaci eletti democraticamente rappresentano l’estrema difesa di fronte alle politiche di un governo centrale che scavalca tutti e trasforma gli organi istituzionali in vassalli di Roma: meritano rispetto e non imposizioni da parte di chi è stato nominato dal governo». 

«Il prefetto – afferma la Lega piacentina - accusa i sindaci di ostruzionismo e di creare ingiustificati allarmismi: si deve solo vergognare per essersi rivolta così a chi, nella gestione dell’emergenza profughi, si ritrova nelle condizioni peggiori a causa delle politiche di austerità che colpiscono duramente gli enti locali. Viste le condizioni, sottoporre i comuni a nuovi arrivi di immigrati significa mettere in seria difficoltà le amministrazioni municipali. È dunque ingannevole l’affermazione secondo la quale l’accoglienza non costituisce un costo per i bilanci comunali, in quanto la spesa ricade sull’intera collettività». Stando ai dati diffusi dal ministero dell’Interno, la somma spesa per l’immigrazione ammontava a 236 milioni di euro nel 2013, a 220 milioni nel 2014 e per il 2015 è prevista di 178 milioni. «A fronte del costo sostenuto dallo stato, quindi con i soldi prelevati attraverso le tasse, la dichiarazione del prefetto suona come un’immeritata presa in giro rivolta a tutta la popolazione. I comuni sono il primo ente, e con loro i cittadini, a subire l’immigrazione selvaggia da un punto di vista sociale ed economico, e per questo hanno il sostegno della Lega. I sindaci, che conoscono il territorio molto meglio di chi è stato inviato da Roma, hanno il diritto di esprimere il proprio parere e sollevare perplessità su un piano adottato senza essere stati consultati. Non va infatti trascurato l’aspetto dell’ordine pubblico: se nel Piacentino fino ad ora non si sono registrati problemi, non per questo dobbiamo attendere che si verifichino disordini come altrove».

E sull’aspetto umanitario: «La Lega non rifiuta le richieste d’aiuto pervenute da chi è perseguitato nella propria patria, ma invita a considerare il fatto che solo il 10 percento degli immigrati ha ottenuto lo status di rifugiato. Se il 90 percento sono clandestini, non si spiega allora perché dal 2013 il tasso di respingimenti in Italia sia del 36 percento, a fronte del 74 percento della Germania, dell’82 percento del Regno Unito e dell’83 percento della Francia. Ricordiamo che esistono anche “profughi italiani”, ovvero persone ridotte in miseria da una pressione fiscale e da una crisi senza precedenti, e delle quali lo stato non si occupa sebbene vivano in mezzo alla strada».

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