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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica Ospedale

Dodici attività chiuse in cinque anni in via Taverna

Alternativa per Piacenza in vista della costruzione del nuovo ospedale alla Farnesiana. Cugini: «Tema che non dimenticheremo»

Commercianti ma anche residenti. Perché il futuro di un quartiere interessa tutti coloro che lo vivono. E se si parla di via Taverna orfana dell'ospedale, una volta che verrà costruito il nuovo alla Farnesiana, il tema diventa scottante. Certo passeranno almeno una decina d'anni prima che questo sia operativo, ma nel frattempo cosa ne sarà di via Taverna e dell'intero quartiere? La discussione di questi anni non ha mai preso in seria considerazione il presente e il futuro prossimo dell'area.

Tenere e riconvertire il polichirurgico? Abbatterlo? E il nucleo antico? Alternativa per Piacenza ha organizzato una serata nel cuore del quartiere, alla galleria Rosso Tiziano, aperta a residenti e commercianti. A parlare con loro il candidato sindaco Stefano Cugini, il medico Davide Bastoni, l'architetto Giuseppe Baracchi e il presidente dell'Unione Commercianti Raffaele Chiappa.

«In cinque anni dodici attività commerciali hanno chiuso, altre tre lo faranno entro l'estate – ha denunciato Daniel Bozzarelli titolare di un pubblico esercizio situato nella via – per questo chiediamo di essere parte attiva delle decisioni della prossima amministrazione, mettendoci a disposizione con soluzioni a basso costo per il problema della viabilità e dei parcheggi».

Il presidente Chiappa gli ha fatto eco «fino ad ora abbiamo fatto qualche ristretta riunione di categoria, ufficiale sì, ma mai con proposte, non abbiamo mai avuto l'occasione di parlarne concretamente, questa è la prima volta che qualcuno ci invita. Come associazione di categoria seguiremo i nostri esercenti passo a passo ma chiediamo di essere coinvolti».

Per evitare che diventi un non luogo, che fare dell'intero complesso che oggi comprende polichirurgico e nucleo antico? L'architetto Baracchi ha presentato una sua idea, mai discussa finora pubblicamente, nata in pieno lockdown insieme ad alcuni colleghi. «Si tratterebbe di demolire l'attuale polichirurgico, mantenendo i parcheggi interrati già esistenti, e al suo posto inserire un'area verde anche dotata di impiantistica. Il nucleo antico, per il suo valore architettonico, potrebbe essere riconvertito in alloggi per studenti universitari e fuori sede andando così a riempire un bisogno che lamentano loro stessi».

«Per noi professionisti della sanità è fondamentale una nuova struttura che risponda alle esigenze dei pazienti – ha detto il medico di Medicina d'Urgenza Davide Bastoni – così come è oggi l'ospedale non è all'altezza». «Abbiamo messo in pratica un metodo antico, ma che oggi per paradosso sembra una novità, cioè l'ascolto – ha detto il candidato sindaco Cugini – ai cittadini manca tantissimo essere messi al centro del dibattito, soprattutto quando si decide per loro. Per questo abbiamo concluso la serata con un vicendevole patto: dal giorno dopo le elezioni non abbandoniamo i lavori su questo tema, continuiamo insieme a tenere l'attenzione alta rispetto a cosa sarà del quartiere quando l'ospedale sarà trasferito. Commissione permanente? Consigliere delegato? Nessuna ipotesi è esclusa, basta che sia concreta e operativa».

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