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Donini: «Ecco come vogliamo potenziare il pronto soccorso»

L’assessore regionale alla sanità a Piacenza per sostenere Tarasconi: «Rispettiamo le decisioni del Comune sull’area del nuovo ospedale, noi garantiamo comunque le risorse economiche». E annuncia un pacchetto di misure per ridurre lo stress dei pronto soccorso

Visita a Piacenza, nella mattinata del 14 maggio, per l’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini, che ha portato il suo sostegno a Katia Tarasconi, candidata del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Donini ha fatto tappa al suo point in Largo Battisti (Tarasconi ne ha uno operativo anche a San Lazzaro). Inevitabile, con i cronisti presenti, parlare di ospedale nuovo e sanità.

«Piacenza ospiterà il primo ospedale post Covid – ha ricordato l’assessore alla sanità - con tutti gli spazi necessari per valorizzare la professionalità dei sanitari e accogliere meglio i pazienti. I soldi per costruirlo ci sono e ci saranno, i tempi della sua realizzazione li dettiamo noi con gli “step” del progetto. La collocazione è una scelta del Comune alla quale ci atteniamo».

Tarasconi ha fatto sapere di voler cambiare l’area dell’ospedale, qualora diventasse il nuovo sindaco: al posto dell’area 6 alla Farnesiana oltre la tangenziale, l’area 5, sempre alla Farnesiana ma all’interno dei confini della tangenziale. «Abbiamo il dovere di rispettare l’interlocuzione di rispettare le scelte del Comune di Piacenza – si è limitato a dire l’assessore -. Come Regione garantiamo le risorse necessarie per l’opera». 

Dopo i due anni di Covid, la sanità regionale deve «correre su tutti i fronti, non solo impostare l’offerta sanitaria post Covid, ma mettere a terra gli interventi del Pnrr su ospedali, ospedali di comunità e case della Salute. Ma ci sono anche i nuovi ospedali di Piacenza, Cesena e Carpi da costruire», ha sottolineato Donini.

Nel frattempo, sono andati in sofferenza i pronto soccorso di tutta Italia. «L’allarme sui pronto soccorso è generale – è la riflessione di Donini -, riguarda tutte le regioni, alcune sono in condizioni drammatiche. Quelli più strutturati hanno più accessi ma anche risorse, sono in sofferenza quelli più decentrati. Ma noi siamo la Regione che ha messo in campo misure concrete per produrre benefici».

Donini ha parlato di un «pacchetto di misure» per aiutare questi presidi finiti sotto stress. Ovvero? «Nuove assunzioni, anche attraverso l’impiego degli specializzandi del secondo anno. Prevediamo anche delle progressioni di carriera in questo presidi: spesso i professionisti che si dedicano ai pronto soccorso sono penalizzati rispetto ad altre figure. E poi più tecnologie per farli lavorare meglio. C’è anche l’intenzione di inserire ambulatori negli ospedali di comunità e nelle case della salute per i codici di bassa criticità, quelli bianchi, che sono la maggioranza».

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