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Giovedì, 1 Dicembre 2022
In Alta Valtrebbia / Bobbio

Donini: «Non stiamo arretrando sull’ospedale di Bobbio»

Rancan e Stragliati ripercorrono le vicende del nosocomio e chiedono quale futuro si voglia garantire alla struttura

«Quali sono le intenzioni della Regione in merito all’Ospedale di Bobbio in termini di investimenti, personale e reparti? Con quali tempistiche si intendono realizzarli?». A porre i quesiti alla giunta regionale sono il capogruppo della Lega Matteo Rancan e la sua collega di gruppo Valentina Stragliati. I due consiglieri, nella loro interpellanza, ripercorrono il lungo iter che ha riguardato la struttura sanitaria sull’Appennino, a partire dal 2017, quando il nosocomio era stato declassato in ospedale di comunità, e ricordano come l’ultimo atto della commissaria straordinaria dell’Ausl di Piacenza Giuliana Bensa, «prima di lasciare l’incarico alla nuova direttrice generale Paola Bardasi, sia stato trasformare ufficialmente, dal 1° agosto scorso, l’ospedale di comunità di Bobbio in stabilimento ospedaliero a tutti gli effetti, equiparato cioè a quelli di Fiorenzuola d'Arda, Castel San Giovanni e Piacenza».

Rimarcando come «il bisogno di una presenza ospedaliera anche per la gente di montagna è ancor oggi più sentito» e facendo notare l’importanza strategica di Bobbio, cittadina «posta nel cuore della Val Trebbia, a 43 chilometri da Piacenza e 30 chilometri dal confine ligure», con un bacino di pazienti di circa 15mila persone, con un’età media che si attesta nella fascia medio-alta, Rancan e Stragliati sollecitano un chiaro pronunciamento da parte dell’esecutivo regionale.

L'assessore alle politiche per la salute Raffaele Donini, in fase di replica ha specificato «che l'ospedale di Bobbio continua ad avere i 24 posti letto che ha sempre avuto e anche il punto di primo soccorso assicura il suo funzionamento nell'arco delle 24 ore grazie a una maggiore integrazione del personale medico». Su Bobbio, ha continuato Donini, «sono programmati sia una serie di lavori strutturali sia di acquisto di macchine di diagnostica a cui seguiranno specifici progetti di telemedicina che ci portano a dire che non stiamo assolutamente arretrando su tale struttura».

Rancan si è detto soddisfatto delle risposte ottenute «dopo che erano circolate diverse notizie su un depotenziamento della struttura di emergenza/urgenza». Il capogruppo leghista ha poi concluso esortando la giunta a «smettere di guardare i numeri sui potenziali accessi per strutture mediche in aree interne o in montagna per ragionare sulla strategicità di una struttura sanitaria per un intero territorio».

TAGLIAFERRI (FDI): «SULL’OSPEDALE DI BOBBIO LA GIUNTA MANIFESTA LA SUA SCHIZOFRENIA»

Così si esprime il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) nel commentare le dichiarazioni rilasciate dall’assessore alla Sanità durante i lavori dell’Assemblea legislativa sull’ospedale di Bobbio. «Dopo le promesse elettorali, dopo le notizia trapelate su un sensibile depotenziamento del punto di primo soccorso, oggi apprendiamo che non è in programma alcun taglio ma anzi, sono previsti investimenti per svariati milioni di euro sia sulla struttura dell’ospedale che per l’acquisto di macchine diagnostiche. Non c’è che dire, la schizofrenia della Giunta ha toccato nuovi vertici». Per Tagliaferri, quella vista è una vistosa marcia indietro, dovuta anche alle proteste dei cittadini della Val Trebbia e dei partiti, come Fratelli d’Italia, «che da sempre si battono per mantenere standard sanitari uniformi su tutti i territori della nostra Regione». Il consigliere di Fratelli d’Italia, poi, invita tutti i soggetti interessati a mantenere alta la sorveglianza «per evitare che la Giunta possa stupirci ulteriormente con nuovi ripensamenti e nuovi tagli».

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