Dopo Craxi il Consiglio respinge anche l’intitolazione di un’area verde a Borrelli

Respinta la proposta del Partito Democratico di dedicare un’area verde all’ex capo del pool di Mani Pulite. I dem: «Volevamo una figura in antitesi a quella di Craxi». Il centrodestra non ci sta. E il grillino Pugni: «Tangentopoli ha devastato l’Italia»

Francesco Saverio Borrelli

Dopo la proposta di Antonio Levoni (Liberali Piacentini) di dedicare una via o una piazza a Bettino Craxi, il Partito Democratico risponde con una mozione per intitolare un parco o un’area verde a Francesco Saverio Borrelli, il magistrato a capo del pool di Mani Pulite, scomparso di recente. Anche la proposta di omaggiare uno dei protagonisti di Tangentopoli – stavolta dalla parte delle toghe – non è stata accolta dal Consiglio comunale, riunitosi per la prima volta nell’ex chiesa del Carmine, dopo le polemiche di Fratelli d’Italia sulla seduta mista (metà consiglieri a Palazzo Mercanti e metà collegati in streaming). La mozione ha raccolto i consensi, oltre che del gruppo consiliare dem, dei soli Luigi Rabuffi (Pc in Comune) e Sergio Dagnino (5 Stelle). 

«Un’area verde o un parco pubblico – ha spiegato il dem Christian Fiazza - sono zone che possono essere vissute dalle nuove generazioni. Borrelli è stato a capo di un gruppo di servitori del Paese in un periodo tormentato dell’Italia. Vedere un parco di Piacenza intitolato a un magistrato sarebbe un ottimo messaggio». Dalla Giunta Barbieri, come per Craxi, nessuna indicazione sulla bontà o meno della proposta. «Credo che sia corretto che il confronto sui nomi da dare alle aree verdi si svolga in Consiglio comunale. Ognuno deve esprimere le proprie opinioni in libertà», ha replicato l’assessore Paolo Mancioppi -.

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Fratelli d’Italia non ha accolto favorevolmente l'idea. «Visto che manca un legame con Piacenza di Borrelli – ha fatto notare il capogruppo Giancarlo Migli - se vogliamo dare un esempio e un significato legato alla giustizia, intitoliamola ad Angelo Milana, che fu procuratore della Repubblica a Piacenza dal 1984 al 1991, recentemente scomparso. La vena giustizialista di questa proposta fa emergere la faziosità di chi l’ha voluta. Quando Borrelli mandò l’avviso di garanzia a Berlusconi, tramite il Corriere della Sera, durante un congresso del G8 a Napoli, fece fare una pessima figura al Paese. Era un giacobino e uno dei più intransigenti, ma Piacenza non deve tributargli l’intitolazione di un parco». «Fuori di dubbio che Borrelli abbia fatto bene il suo lavoro – è l’intervento di Michele Giardino (Misto) - ma intitolargli un’area verde perché è stato un ottimo magistrato lo trovo prematuro. Ci sono giudici ammazzati dalla mafia o dalle Brigate Rosse. Questa è una mozione in sfregio alla proposta della scorsa settimana di dedicare a Craxi una strada. Lo ritengo un gesto di infantilismo politico».

«Trovo inopportuna – è la motivazione della bocciatura di Massimo Trespidi (Liberi) - questa proposta. Borrelli ha infettato nella giustizia italiana un virus: si condanna una persona prima ancora che venga giudicata. Ricevere un avviso di garanzia era già una sentenza di condanna negli anni ’90, c’era gente che sventolava il cappio in Parlamento, era una giustizia sommaria». «Fd’I – è il parere del capogruppo del Pd Stefano Cugini - vuol far fare brutta figura all’Amministrazione. Si parli della nostra proposta, non si può sostituire con altre. Qua si butta sempre la palla in tribuna quando si discute». «Sono stato sul pezzo – ha ripreso la parola Migli - ho suggerito che ritengo migliore l’ipotesi di dedicare a qualcuno che ha fatto qualcosa per il nostro territorio». «Voto assolutamente contrario di Forza Italia. La proposta è estranea a Piacenza», è la riflessione di Francesco Rabboni (Fi).  «Non è che bisogna sempre e solo discutere del giardino sotto casa di via IV Novembre», ha subito replicato Giorgia Buscarini (Pd) -.

«Sono a favore della proposta – ha dato il suo appoggio Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - ha diffuso il senso di legalità». «Certo che abbiamo scelto Borrelli – ammette anche Giulia Piroli (Pd) - dopo la proposta di Craxi, è una scelta in antitesi. Fini e gli ex missini ai tempi erano sostenitori del pool di Mani Pulite, fa effetto sentire Fd’I non appoggiare la proposta». «Infantilismo politico? Volevamo ovviamente rispondere a chi ha proposto Craxi», ha osservato Luigi Rabuffi (Pc in Comune) -.

«Menomale che è ancora in vita Di Pietro – è il commento di Antonio Levoni (Liberali) - altrimenti avremmo dovuto discutere di lui oggi al posto di Borrelli…E la cosa non mi sarebbe piaciuta». «Ho vissuto quegli anni – è il ricordo di Gian Paolo Ultori (Liberali) - e non sono stati belli. La giustizia cambiava la vita delle persone da un momento all’altro. Anche a Piacenza alcune persone sono state arrestate davanti ai figli mentre andavano a scuola. E' un modo di fare giustizia "ingiusto"». «Gli anni della magistratura spettacolare – ha detto Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle), ormai voce fuori dal coro del pensiero grillino - non mi sono piaciuti. Un gruppo di giovani magistrati di Milano ha devastato l’Italia e sono diventate delle star. Non mi sembra il caso di dedicare un’area a Borrelli». «Se dovessimo dedicare piazze a chi fa bene il proprio lavoro – è il commento di Nicola Domeneghetti (Fd’I) - si perderebbe il significato». Continuiamo a pensare che intitolare qualcosa a Borrelli – è la sintesi di Fiazza (Pd) - sia meglio che farlo a Craxi». «Abbiamo dell’altro di cui discutere in Consiglio comunale – ha fatto notare Massimo Trespidi (Liberi) -. Non sto né con Craxi né con Borrelli. La carcerazione preventiva per far confessare gli indagati ai tempi di Tangentopoli era disumana in un Paese civile. Ieri e oggi certi settori della magistratura utilizzano la giustizia per fini politici. E il pool di Mani Pulite si è prestato ad azioni che hanno causato effetti devastanti». «Se fossi un cittadino normale e vedessi il Consiglio comunale della mia città – ha concluso Filippo Bertolini (Fd’I) - discutere di queste cose in un momento del genere, non ne sarei orgoglioso».

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