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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Politica

Dove realizzare il nuovo ospedale? Ecco le indicazioni dell’Ausl

Analizzato nel dettaglio il report consegnato dall’azienda sanitaria locale alle forze politiche presenti in Consiglio comunale a Piacenza. Caserma Lusignani piccola, terreno dell’Alberoni molto più caro di quello di La Verza (che necessita di consistenti modifiche viabilistiche). Le prime stime delle quattro aree che potrebbero ospitare il nuovo nosocomio

L’Ausl di Piacenza ha fornito i rilievi che ha effettuato sulle quattro aree che potrebbero ospitare il nuovo ospedale di Piacenza. L’azienda si era presa l’incarico di redigere uno studio più dettagliato sui pro e i contro delle quattro ipotesi in campo: le due aree pubbliche (militari) dell’area ex Pertite all’Infrangibile e della caserma Lusignani a Sant’Antonio; e le due aree private, il terreno dell’Opera Pia Alberoni tra Madonnina e Farnesiana e l’area agricola tra la strada Valnure (sede della caserma dei vigili del fuoco) e l’abitato di La Verza. I dati, forniti ai consiglieri, dovrebbero aiutare la politica locale a farsi un’idea ancora più precisa di quale possa essere la scelta migliore per ospitare il nuovo nosocomio.Lusignani-2

CASERMA LUSIGNANI

È un’area pubblica (militare) con una superficie di 88mila metri quadrati più 15mila espropriati in un’area limitrofa. L’area copre solo parzialmente la richiesta di spazi (sarebbero necessari parcheggi multipiano o interrati) e non sarebbe flessibile per future espansioni del nosocomio. Si trova vicino a tangenziale e autostrada e c’è la possibilità di un ingresso sulla viabilità già esistente. Il traffico, in quest’area, attualmente non è intenso (ma a Barriera Torino sì) ma è scorrevole: servirebbero limitate modifiche alla viabilità. L’ospedale qui necessita di un’implementazione del trasporto pubblico. Per quanto concerne la vicinanza a edifici esistenti, realizzare l’ospedale avrebbe un alto impatto urbanistico: è una zona residenziale e sede di scuole elementari. Ci sarebbe un alto volume di costruito rispetto al paesaggio. 

Per ottenere l’area cosa si dovrebbe fare? È necessario un protocollo con l’Agenzia del Demanio, con il trasferimento dell’area dal Ministero della Difesa al Demanio. Entro e non oltre i 180 giorni dalla sottoscrizione dei certificati di collaudo definitivo dei lavori, poi il trasferimento dal Demanio alla Regione Emilia-Romagna.

I costi per l’acquisizione vedrebbero la stessa Regione impegnarsi per una serie di lavori con 5-6 milioni di euro, con opere compensative da protocollo. Difficile vagliare le demolizioni, una prima stima parla di 500mila euro di costi di demolizione. Vi sono potenziali rischi di ritrovamento di cisterne interrate nel terreno. 

EX PERTITE

Pertite-14

È un’area pubblica (militare) con una superficie di 270mila metri quadrati (attualmente 114mila di sedime e strade e 160mila di aree boscate e incolte), che permette flessibilità per future espansioni. Si trova vicino a tangenziale e autostrada oltre ad arterie principali a 4 corsie (via Emilia Pavese e via I Maggio) e c’è la possibilità di un ingresso sulla viabilità già esistente. Il traffico, in quest’area, attualmente non è intenso (ma a Barriera Torino sì) e la viabilità è scorrevole. Servirebbero modifiche intermedie alla viabilità. L’ospedale qui necessita di un’implementazione del trasporto pubblico. Per quanto concerne la vicinanza a edifici esistenti, realizzare l’ospedale avrebbe un basso impatto urbanistico (residenze e scuole sono distanti). Ci sarebbe un basso volume di costruito rispetto al paesaggio. 

Per ottenere l’area cosa si dovrebbe fare? È necessario un protocollo con l’Agenzia del Demanio, con il trasferimento dell’area dal Ministero della Difesa al Demanio. Entro e non oltre i 180 giorni dalla sottoscrizione dei certificati di collaudo definitivo dei lavori, poi il trasferimento dal Demanio alla Regione Emilia-Romagna.

I costi per l’acquisizione vedrebbero la stessa Regione impegnarsi per una serie di lavori per 1 o 2  milioni di euro, con opere compensative da protocollo. Difficile vagliare le demolizioni, una prima stima parla di 600mila euro di costi di demolizione. Vi sono potenziali rischi di ritrovamento di materiali legati all’attività militare (le esplosioni). L’area non utilizzata dall’ospedale sarebbe sistemata e destinata a parco.

TERRENO OPERA PIA ALBERONI 

È un’area privata e agricola – di proprietà dell’Opera Pia Alberoni – di 180mila metri quadrati che permette flessibilità per future espansioni. È adiacente a due svincoli della tangenziale ma non vi è la possibilità di un ingresso sulla viabilità già esistente. Il traffico è intenso ma la viabilità è scorrevole. Servirebbero consistenti modifiche alla viabilità. L’ospedale qui necessita di una consistente implementazione del trasporto pubblico. Per quanto concerne la vicinanza a edifici esistenti, realizzare l’ospedale avrebbe un limitato impatto urbanistico (il residenziale su un solo lato). Ci sarebbe un consistente volume di costruito rispetto al paesaggio e consistenti opere di urbanizzazione.Opera pia alberoni-2

Per ottenere l’area cosa si dovrebbe fare? Un esproprio o una cessione bonaria. Una prima stima parla di un costo dell’area di otto milioni di euro, non ci sarebbero opere compensative né demolizioni da effettuare. L’area non presenta rischi potenziali e non necessita bonifiche. Nelle immediate vicinanze è già presente l’Hospice “La Casa di Iris”.

TERRENO LA VERZA-STRADA VALNURE

È un’area privata, agricola, di 168mila metri quadrati, che permette flessibilità per future espansioni. È adiacente a due svincoli della tangenziale ma non vi è la possibilità di un ingresso sulla viabilità già esistente. Il traffico è intenso ma la viabilità è scorrevole. Servirebbero molto consistenti modifiche alla viabilità. L’ospedale qui necessita di una consistente implementazione del trasporto pubblico. Per quanto concerne la vicinanza a edifici esistenti, realizzare l’ospedale non avrebbe impatto urbanistico. Ci sarebbe un consistente volume di costruito rispetto al paesaggio.

Per ottenere l’area cosa si dovrebbe fare? Un esproprio o una cessione bonaria. Una prima stima dell’area parla di un costo dell’area di due milioni e 100mila euro, non ci sarebbero opere compensative e solamente minime demolizioni da effettuare. L’area non presenta rischi potenziali e non necessita bonifiche. Il terreno è classificato come agricolo: si andrebbe così a consumare nuovo suolo. area La Verza Strada Valnure-2

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