«Ecco perché voterò Potere al popolo»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«In questa campagna elettorale che forse sarà ricordata come la peggiore della storia repubblicana, l’unica lista che presenta un elemento di novità è “Potere al popolo!”, sia dal punto di vista del programma (ambiziosissimo, come dev’essere, ma senza paura di andare a toccare temi considerati tabù dal resto della scena politica italiana); della composizione (gente comune nel senso più alto del termine) e dell’unità (è l’unica lista che si è presentata compatta sin dall’inizio).

La parte che considero più importante dell’intero programma è senza dubbio quella economica, che si concentra sulla redistribuzione della ricchezza e sull’abolizione di quelle riforme varate dal 2011 ad oggi che-per avvantaggiare imprenditoria e tecnocrazia-hanno impoverito e precarizzato la situazione di lavoratori e pensionati. Mi riferisco a Jobs Act, Fornero, incentivi a pioggia all’imprese, sia in forma di spazio di manovra fiscale che di bonus veri e propri. “Potere al popolo!” propone, invece, il rifiuto dei vincoli imposti dal Fiscal Compact; l’abolizione del vincolo di pareggio di bilancio in Costituzione, attraverso il ripristino dell’originale concetto di progressività fiscale previsto dalla Carta, che è stato smantellato progressivamente (ed alcuni vorrebbero addirittura ignorare con proposte abiette ed inique come la Flat Tax), tramite una maggiore diversificazione delle aliquote fiscali in 32 scaglioni di reddito, oltre a tutta una serie di misure contro l’evasione e l’elusione fiscale. Questo, aggiunto alle iniziative mirate alla difesa dei diritti dei lavoratori, completano il quadro.

Per quanto riguarda l’altra grande questione, ovvero i rapporti con l’UE, è evidente che il progetto originario di Spinelli è stato in sostanza stravolto ed occorre opporsi all’Europa per come la intendiamo oggi ovvero una serie di Stati che hanno solo in mente l’asservimento al profitto  e alla dottrina dell’infallibilità del mercato, tramite vincoli che ogni singolo territorio-Nazione scarica sui soggetti più a rischi. Quando si tratta di solidarietà e diritti, lotta alla corruzione, al caporalato, alle cose che veramente contano, l’Europa attua la politica del “ognuno per sè e tanti saluti e baci”.

Per scardinare l’Europa degli affari occorre rifiutare i trattati europei e far sì che ogni decisione non sia in pratica imposta, e questo si può ottenere tramite un meccanismo di decisione dal basso come la consultazione referendaria. Per tanti motivi, che spero di avere qui bene illustrato, voterò “Potere al Popolo!”».

Paolo Bossi, cittadino

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