Crisi Rdb: la solidarietà di Paolo Dosi ai lavoratori dell'azienda di Pontenure

L'assessore comunale Paolo Dosi ha portato a Pontenure la sua vicinanza e solidarietà ai lavoratori della RDB in crisi, nel corso del presidio organizzato dai sindacati davanti alle varie sedi del gruppo

L'assessore Paolo Dosi e Giovanna Palladini

 L’assessore comunale Paolo Dosi ha portato a Pontenure la sua vicinanza e solidarietà ai lavoratori della RDB in crisi, nel corso del presidio organizzato dai sindacati davanti alle varie sedi del gruppo presenti nella nostra provincia. “Anche il comune di Piacenza è direttamente coinvolto nel grave problema aperto alla RDB, molti sono i lavoratori della città interessati. Riteniamo inoltre importante la relazione istituzionale con i Comuni che in questi mesi sono travolti dalla crisi economica. – sottolinea Dosi - Anche in questo caso all’origine del tracollo vi sono scelte sbagliate, come acquisizioni finalizzate non alla produzione ma agli investimenti finanziari".

E continua: "Il miraggio di forti e facili guadagni per pochi sulle spalle delle normali famiglie che vivono del proprio stipendio sta provocando un disastro sociale. I tempi per consentire agli stabilimenti RDB di uscire dal tunnel sono strettissimi e dipendono dalla volontà reale di chi può salvare il lavoro di agire in tal senso. Una situazione, quella del mercato italiano delle costruzioni, che tra l’altro continua a registrare un andamento negativo, con rilevanti effetti sul piano occupazionale e con conseguenze sempre più drammatiche sul sistema produttivo. Anche i dati piacentini sono allarmanti:,nel periodo giugno 2010 - giugno 2011, il numero degli operai è diminuito del 9% (primato regionale negativo insieme a Ravenna), con un picco nella flessione delle ore lavorate di -15%. Complessivamente sono circa 1.600 i lavoratori usciti dal sistema delle casse edili in Emilia-Romagna in un solo anno,con 500 imprese sparite".

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E continua: l“Siamo di fronte ad una situazione insostenibile che può essere invertita solo da interventi urgenti da parte del Governo. I Comuni in questi ultimi anni sono stati tra i pochi soggetti capaci di creare lavoro e occupazione attraverso gli investimenti nelle loro opere pubbliche. Il precedente Governo aveva inibito questo volano impedendo ai Comuni di pagare le ditte impegnate nei lavori. L’auspicio è che questo Governo, nell’ambito delle misure per la crescita, agisca per favorire l’apertura di nuovi cantieri sia per le grandi opere sia per quelle individuate dai Comuni. Insomma, se è vero che è la più grande crisi dagli anni ’30, dobbiamo dar vita ad un “new deal” italiano, capace di ridare speranza, energia, lavoro a famiglie e imprese".

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