Elezioni politiche: 211.364 piacentini chiamati alle urne, code ai seggi

A Piacenza sono 211.364 gli elettori chiamati alle urne. Si vota dalle 7 alle 23 di domenica 4 marzo per le Elezioni Politiche. Tutti i candidati piacentini e le liste in corsa. Come si vota con il nuovo sistema elettorale "Rosatellum", cos'è il tagliando antifrode, i collegi: tutto quello che c'è da sapere

Un seggio di Vigolzone alle 12. Nelle foto le code in città, Rivergaro, Fiorenzuola e Cadeo

Per le Elezioni politiche 2018, si voterà in un’unica giornata, domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23.coda code elezioni-2 A Piacenza sono 211.364 gli elettori chiamati alle urne. Fin dal mattino in città e nei paesi del territorio si sono verificate code ad alcuni seggi: colpa del tagliando anti-frode, che ha reso più complesse le operazioni di voto, che si sono notevolmente allungate rispetto alle ultime tornate elettorali. Così dicono gli scrutatori dislocati nelle varie postazioni di voto: alla nostra redazione sono pervenute numerose segnalazioni di ritardi in diversi seggi di Piacenza e provincia. 

Sono disponibili i primi dati sull'affluenza, riferita alle ore 12, che vede il territorio Piacentino - con il 24% - sopra la media nazionale, ferma al 19%. Al momento il colpevole dell'allungamento dei tempi sembra proprio essere l'inedito tagliando antifrode, che ha debuttato in questa tornata elettorale. Tanto che anche un esperto come Pier Luigi Bersani (Liberi e Uguali), che ha votato in città questa mattina alla scuola Pezzani, ha avuto problemi. All'uscita della cabina ha infilato direttamente le schede nelle urne (senza far rimuovere il tagliando), venendo ripreso dal personale di seggio che avrebbe dovuto controllare il numero sul bollino anti-frode per poi rimuoverlo. "Il tagliando andava... ", gli ha detto la segretaria della sezione, che poi ha tagliato corto: "Vabbè è lo stesso, mi scusi. Poi lo togliamo dopo". Insomma, anche i più collaudati politici si sono fatti prendere alla sprovvista dalla novità di queste Elezioni.

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Chi può votare?

Possono votare per la Camera i cittadini italiani che abbiano compiuto 18 anni entro il 4 marzo 2018, mentre per il Senato è necessario avere 25 anni alla stessa data. Sarà indispensabile avere un documento di riconoscimento valido come la carta d’identità oppure la patente di guida, il passaporto, il libretto di pensione o la tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale o dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, purché convalidata da un comando militare. Agli scrutatori, insieme al documento di identità, occorre sempre esibire la tessera elettorale.

IL ROSATELLUM

Alle elezioni si voterà con la nuova legge elettorale, il Rosatellum, e secondo la ripartizione nei nuovi collegi elettorali. L'indicazione del capo della coalizione non è prevista mentre ogni partito deve dichiarare il capo politico della lista. Lo sbarramento per entrare in Parlamento è del 3% per le liste, mentre le coalizioni per ottenere seggi devono superare il 10%, con l'obbligo di avere al proprio interno almeno un partito in grado di conquistare il 3% dei voti. Come stabilito dalla nuova legge elettorale "Rosatellum", i candidati concorrono in un sistema misto: l’assegnazione di 232 seggi alla Camera e di 116 seggi al Senato è effettuata con metodo maggioritario nei collegi uninominali, in cui è proclamato eletto il candidato più votato. Alla Camera il collegio piacentino comprende il territorio di Piacenza e provincia. Al Senato il territorio si allarga prendendo in considerazione anche la provincia di Parma (ma non il capoluogo parmense). Come detto, il candidato che raccoglie più voti nel singolo collegio, va a Roma a rappresentare il territorio. 

L’attribuzione dei restanti seggi assegnati alle circoscrizioni del territorio nazionale (386 e 193, rispettivamente per la Camera e per il Senato) avviene in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni di liste che abbiano superato le soglie di sbarramento. Sono proclamati eletti i candidati della lista del collegio plurinominale secondo l’ordine di presentazione, nel limite dei seggi cui la lista abbia diritto. Il listino della Camera dei vari partiti vale per Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Quello per il Senato vale per Piacenza, Parma, Reggio-Emilia e Modena. 

Come si vota: con il Rosatellum debutta la nuova scheda elettorale

La scheda è la medesima, per la Camera e per il Senato. L’elettore dispone di una scheda per la Camera e una scheda per il Senato. Ogni scheda reca il nome del candidato nel collegio uninominale e il contrassegno (simbolo) di ciascuna lista o coalizione di liste ad esso collegate. I contrassegni delle liste riportano a fianco i cosiddetti "listini proporzionali" con i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto è espresso tracciando un segno sul rettangolo contenente il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale. Il voto così espresso vale ai fini dell’elezione del candidato nel collegio uninominale ed a favore della lista nel collegio plurinominale.

- il voto espresso tracciando un segno sul contrassegno della lista vale anche per il candidato uninominale collegato, e viceversa;

- il voto espresso tracciando un segno sul nome del candidato uninominale collegato a più liste in coalizione, viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio.

- Se l’elettore traccia un segno sul rettangolo contenente il nominativo del candidato del collegio uninominale e un segno sul sottostante rettangolo contenente il contrassegno della lista nonché i nominativi dei candidati nel collegio plurinominale, il voto è comunque valido a favore sia del candidato uninominale sia della lista.

- Se l’elettore traccia un segno sul contrassegno e un segno sulla lista di candidati nel collegio plurinominale della lista medesima, il voto è considerato valido a favore sia della lista sia del candidato uninominale.

- Se l’elettore traccia un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il contrassegno di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo, in quanto per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica non è previsto il voto disgiunto.

LA SCHEDA PER LA CAMERA DEI DEPUTATI

Scheda Camera-3

LA SCHEDA PER IL SENATO

Scheda Senato-3

IL TAGLIANDO ANTI-FRODE

Per evitare che all’interno della cabina elettorale la scheda originale venga sostituita con un’altra scheda falsificata è stato istutuito (è una assoluta novità) il tagliando anti-frode. L’elettore dovrà semplicemente restituire la scheda su cui ha espresso il voto, debitamente piegata, al presidente del seggio. Saranno gli operatori del seggio a staccare il tagliando, che sarà conservato, e a verificare che il suo codice progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna della scheda all’elettore. Dopo questo controllo il presidente del seggio inserirà la scheda nell’urna.

Dove e come si rinnova la tessera elettorale?

La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza; è opportuno che gli elettori che hanno necessità di rinnovare la tessera elettorale si rechino per tempo presso l’ufficio elettorale del comune di residenza, al fine di evitare una concentrazione delle domande di rinnovo nei giorni immediatamente antecedenti ed in quello della votazione; tale ufficio resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.

I VIDEO TUTORIAL

COME VOTARE

IL TAGLIANDO ANTIFRODE

L’ASSEGNAZIONE DEI SEGGI

IN EMILIA-ROMAGNA

Sono oltre 3,3 milioni (per la precisione 3.326.889 – dati Ministero dell’Interno al 17 febbraio 2018) gli elettori emiliano-romagnoli chiamati al voto domenica 4 marzo 2018. A questi occorre aggiungere anche i 152.182 elettori residenti all’estero che hanno già votato. Chiamati alle urne per la prima volta 35.701 giovani. Seggi aperti dalle 7 alle 23 per il rinnovo dei due rami del Parlamento. All’Emilia-Romagna spetteranno 45 deputati e 22 senatori che verranno contesi da 567 candidati: 365 alla Camera e 202 al Senato. Le donne sono 1.719.887, mentre gli uomini 1.607.002. Questi gli elettori per provincia: Bologna 760.157; Modena 515.110; Reggio Emilia 388.123; Parma 331.054; Forlì-Cesena 298.023; Ravenna 293.320; Ferrara 276.217; Rimini 253.521; Piacenza 211.364. Il numero delle sezioni elettorali in tutto il territorio regionale è 4.510: al primo posto Bologna con 1.049 seggi, in ultima posizione Piacenza con 303. Ben 44 sono, invece, le sezioni dislocate negli ospedali. Per la prima volta si vota con una nuova legge (3 novembre 2017, n. 165, "Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica"). Per la Camera 17 deputati saranno eletti in altrettanti collegi uninominali, calcolati sulla base della popolazione risultante dal censimento 2011. Per attribuire i restanti 28 seggi con metodo proporzionale nella circoscrizione Emilia-Romagna sono stati costituiti 4 collegi plurinominali. Per l’elezione del Senato l’intero territorio dell'Emilia-Romagna costituisce un’unica circoscrizione regionale. Alla regione sono assegnati 22 seggi, di cui 8 attribuiti in collegi uninominali. I restanti 14 seggi sono attribuiti con metodo proporzionale nei 2 collegi plurinominali costituiti dall’accorpamento dei collegi uninominali del Senato.

CHI SONO I CANDIDATI PIACENTINI

Sono oltre una trentina distribuiti tra i collegi uninominali e le liste del proporzionale - i piacentini candidati alle Politiche del 4 marzo.

COLLEGIO UNINOMINALE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI

Nel collegio della Camera che comprende il territorio di Piacenza e provincia - la coalizione di centrosinistra composta da Pd, Insieme, +Europa e Civica popolare candida Patrizia Calza (Pd); la coalizione di centrodestra composta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia candida Tommaso Foti (Fratelli d’Italia); “Liberi e Uguali” candida Francesco Cacciatore; il Movimento 5 Stelle Filippo Ghigini; Forza Nuova-Italia agli italiani Oreste Bocchi; “Potere al popolo” Stefania Sartori; Casapound Martina Barocelli; il Partito Comunista Rosanna Tracuzzi Spadaro (di Parma), Sergio Galli (Il popolo della famiglia), Lucia Erpice (Sinistra rivoluzionaria), Marzio Portioli (Ala). Il piacentino Pier Luigi Bersani, 5 anni fa candidato premier e ora esponente di Liberi e Uguali, è candidato nel collegio di Verona, mentre Cristian Tavani (Forza Nuova-Italia agli italiani) a Fidenza-Parma.

COLLEGIO UNINOMINALE PER IL SENATO

Nel cllegio del Senato che comprende Piacenza e la sua provincia e la provincia di Parma (ma non il capoluogo ducale) - il centrosinistra candida Paola Gazzolo (Pd), il centrodestra Pietro Pisani (Lega), il Movimento 5 Stelle Pierluigi Baronio, “Liberi e Uguali” Alessandro Ghisoni, Forza Nuova Giovanni Pietro Zoncati, “Potere al Popolo” Roberta Marchelli, Casapound Massimo Penso (di Ravenna), il Partito Comunista Maria Donatella Giuriola (di Verona), Monica Castagnetti (Ala), Vittorio Melandri (Il popolo della famiglia), Orietta Piazza (Sinistra rivoluzionaria).

Nei COLLEGI PLURINOMINALI

(ovvero i “listini” del proporzionale che comprendono Piacenza-Parma-Reggio alla Camera e Piacenza-Parma-Reggio-Modena al Senato), trovano posto diversi piacentini.

Alla Camera Paola De Micheli (Pd) è al 2° posto (capolista è il ministro della Giustizia Andrea Orlando); per “Civica Popolare Lorenzin” Michele Frassinelli è al 2° e Maria Massari al 4° posto; Fabrizio Faimali è al 2° per “+Europa”; Elena Murelli (Lega) è al 2° posto; quaterna di candidature per Forza Nuova, in ordine: Maurizio Callegari, Silvia Bellazzini, Andrea Ballerini, Tiziana Amore; per “Potere al Popolo” Giuseppe Fasoli è 2°, Andrea Tagliaferri quarto.

Al Senato Marco Bergonzi (Pd) è quarto; Giancarlo Tagliaferri (Fd’I) è terzo; Romano Tribi (Noi per l’Italia-Udc) è terzo; Alessandro Ghisoni (LeU) è secondo; Emanuele Solari (Fn) è primo; Nicoletta Ariosi (Potere al Popolo) è quarta.

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