Elezioni Regionali, sale l’ipotesi di andare al voto nel gennaio 2020

“Repubblica Bologna”: invece di andare alle urne nell’autunno 2019, la Regione potrebbe posticipare le Elezioni a inizio 2020. Il centrodestra alla ricerca dell’anti-Bonaccini: Borgonzoni, Fabbri o Vinci?

Stefano Bonaccini

L’ipotesi è stata lanciata da “Repubblica” - a firma Silvia Bignami - nell’edizione bolognese, sempre sensibile agli umori della Regione. L’Emilia-Romagna, chiamata al voto nell’autunno 2019, a novembre, potrebbe posticipare di qualche settimana la consultazione elettorale, spostandola a inizio 2020. La spiegazione sarebbe amministrativa: con due mesi e mezzo di tempo in più la Regione potrebbe consegnare e votare il prossimo bilancio. Dall’opposizione arriva una lettura “più politica”: il centrosinistra vorrebbe prendersi più tempo possibile per organizzarsi al meglio. Soprattutto il Partito Democratico, attualmente in fase di stallo in vista del congresso nazionale. Al momento la truppa del centrosinistra è alle prese con tanti problemi: la mancanza di un leader nazionale, l’impasse a sinistra del Pd (Liberi e Uguali si è sfaldato in tanti rivoli), il tema alleanze. E più stanno al Governo nazionale Lega e 5 Stelle, e più il consenso nei loro confronti sarà in calando: almeno questa è l’interpretazione. Secondo “La Repubblica” in Regione stanno studiando come fare per spostare il voto a fine gennaio 2020: una campagna elettorale – la più combattuta e incerta della storia emiliana, pare - sotto l’albero di Natale.

Intanto iniziano le prime riflessioni sui candidati alla presidenza. Il governatore in carica Stefano Bonaccini da mesi ha già confermato che tenterà il bis per il Partito Democratico, chiamato a difendere l’ex regione rossa dall’assalto di centrodestra e 5 Stelle. Il centrodestra punterà sicuramente su un leghista (gli ultimi sondaggi di Alessandra Ghisleri danno la Lega primo partito in regione): uno tra il candidato di quattro anni fa Alan Fabbri (ferrarese), la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni (bolognese) e Gianluca Vinci (reggiano). Il Movimento 5 Stelle – che cinque anni fa candidò Giulia Gibertoni – dovrebbe come sempre passare alla scelta tramite una consultazione interna.

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