Elezioni Regionali e liste elettorali, indagata la consigliera Valentina Stragliati

La consigliera regionale della Lega indagata per l’autenticazione di una lista (Il popolo della famiglia) poi non ammessa alle ultime Elezioni. Alcune anomalie registrate da un comune del Piacentino sotto la lente d'ingrandimento della Procura

Presentazione delle candidature e raccolta firme. Un’attività sempre faticosa, dove occorre prestare la massima attenzione, perché l’incidente può essere sempre dietro l’angolo. Le cronache nazionali sono piene di problematiche sorte durante la presentazione delle firme necessarie. Ne sa qualcosa la consigliera regionale Valentina Stragliati, attualmente indagata per falso ideologico (questo il reato che le ha Valentina Stragliati-9contestato la Procura di Piacenza) in seguito alle ultime Elezioni Regionali, disputate lo scorso 26 gennaio. Elezioni che le hanno consentito, alla luce dell’ingente somma di voti conquistata sia dal suo partito – la Lega -, sia a livello personale, di risultare eletta a Bologna.

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Stragliati avrebbe autenticato le firme di una lista del centrodestra, “Il popolo della famiglia”, appoggiata anche dal movimento “Cambiamo” di Giovanni Toti. La lista, poi, è stata esclusa dalla contesa elettorale nella nostra provincia per alcune anomalie formali. Romano Tribi, tra i responsabili della lista, spiegò a IlPiacenza.it che la causa dell'esclusione fu la tardiva presentazione delle firme, avvenuta nella mezz'ora successiva al termine indicato per legge. I proponenti della compagine del centrodestra presentarono ricorsi anche al Tribunale di Piacenza, alla Corte d'appello di Bologna e anche al Consiglio di Stato: tutti e tre bocciati. Anomalie che vengono contestate ora alla stessa Stragliati, anche se la lista poi non ha effettivamente partecipato alla consultazione regionale del 26 gennaio scorso. Dal Comune di Monticelli d’Ongina è arrivata una segnalazione: tra le firme registrate, anche quella di una persona defunta. La procura di Piacenza vuole così vederci chiaro e la consigliera regionale leghista risulterebbe così indagata. 

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