Elezioni Provinciali: l'Udc si prepara a correre da sola

Non siamo alleati né del centrodestra né del centrosinistra ma disponibili ad un tavolo di confronto con tutti e due. Parla così il segretario provinciale Udc Pierpaolo Gallini. Che annuncia: siamo disposti a collaborare ma anche a correre da soli, stiamo avendo ottimi risultati

Pierpaolo Gallini
Parla di una Piacenza schiacciata da un difetto ed esaltata da un pregio, Pierpaolo Gallini, segretario provinciale dell'Udc. Troppo stretta fra il polo milanese e quello bolognese che rischiano di sopraffarla ma, al contempo, avvalorata da una posizione strategica che la elegge indiscusso punto di snodo fra le comunicazioni nord-sud. È qui che bisogna battere, dichiara Gallini, per valorizzare il nostro territorio.

Segretario, qual è la posizione dell'Udc nei confronti prossima campagna elettorale?

Noi non siamo alleati né del centrodestra né sinistra, né siamo presenti in Consiglio provinciale perchè alle scorse consultazioni non abbiamo raggiunto il quorum. Ci stiamo attivando per presentare una lista nostra, ma se qualcuno dei candidati dei due schieramenti maggiori, ci chiamasse ad un tavolo di trattativa, noi siamo disposti a collaborare.


Più propensi al centrodestra o al centrosinistra?

Il candidato uscente del Pd Boiardi, che si è riproposto, ha una lista in cui è presente anche Rifondazione Comunista. A livello di politica nazionale, l'Udc non dialoga con i partiti estremisti, quindi...

Quindi centrosinistra da bocciare?

Dico che anche se il centrodestra includesse Forza Nuova, non avremmo un dialogo possibile. A questo punto attendiamo eventuali proposte dei due candidati di centrodestra e centrosinistra, anche se il primo candidato non è ancora stato ufficializzato.
  Abbiamo lo spazio per operare politicamente  

In attesa di un'alleanza pre-elettorale dunque

Siamo aperti a possibili incontri e alleanze con il centrodestra: se poi ci saranno le condizioni si potrà fare un'alleanza, altrimenti correremo per conto nostro. Ci stiamo già attivando sul territorio per individuare le candidature più rappresentative nei vari collegi e stiamo notando notevoli riscontri.

Ad esempio?

In comuni importanti come Caorso e Pontenure dove avevamo una rappresentanza minima, stiamo avendo buoni risultati. A Caorso, addirittura, due rappresentanti della Margherita sono passati da noi e a Pontenure si è costituita la scorsa settimana una sezione Udc con un consigliere di centrodestra e uno di centrosinistra.

Il Pd per la sua campagna elettorale ha deciso di puntare sulle infrastrutture. Quale sarà il vostro  cavallo di battaglia?

La realtà di Piacenza ha un grosso rischio e una grossa opportunità. Il grosso rischio è quello di essere schiacciata come tutta l'Emilia occidentale (Parma e Cremona) fra il polo milanese e quello bolognese che attirano la maggior parte delle risorse e inevitabilmente impoveriscono Piacenza e le altre realtà marginali.
L'opportunità è la nostra posizione strategica. Una buona politica di infrastrutture ma anche un'alleanza con le realtà vicine come Parma, Mantova, Cremona e anche La Spezia, Brescia e Verona, potrebbe offrire a Piacenza l'opportunità di essere parte di un'area di cerniera molto importante. Il nostro obbiettivo è far passare il traffico nord-sud da qui, in modo che non venga dirottato tutto sull'asse milanese.

Altri aspetti da evidenziare?


Soffriamo molto dal punto di vista della Sanità: siamo una città medio-piccola stretta fra città che hanno importanti poli universitari. Dobbiamo trovare il modo di fare una sinergia con Parma e con Pavia per fare del nostro ospedale una sorta di ospedale federato all'università e portarvi qualche scuola di specializzazione. Questo è importantissimo per il livello tecnico-pratico delle prestazioni sanitarie.

Cosa critica dell'amministrazione Boiardi?

Una delle cose che critichiamo della passata amministrazione provinciale è quella di non aver insistito abbastanza (con le Autostrade Centropadane e con l'alta velocità) per rafforzare il ruolo di nodo delle comunicazioni che è Piacenza.

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