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“Emilia-Romagna coraggiosa”: «Non c’è bisogno di nuovo polo logistico a Caorso»

I due consiglieri rilevano che il nuovo complesso dovrebbe sorgere ai bordi dell’autostrada, ma, al contrario di quanto previsto nelle disposizioni dei piani territoriali, non risulta collegato a una ferrovia

Igor Taruffi

«Il diffuso proliferare di piattaforme logistiche in corrispondenza degli svincoli della rete autostradale, non collegate alla rete ferroviaria, è coerente con gli obiettivi del piano aria integrato regionale e, più in generale, con la normativa ambientale vigente?». A chiederlo, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, sono Igor Taruffi (primo firmatario) e Federico Amico di Emilia-Romagna Coraggiosa.

I due consiglieri, in particolare, si riferiscono al progetto della società Confluence di realizzare un polo logistico a Caorso, in un’area «di oltre 200 mila metri quadrati ora incolta e assolutamente priva di costruzioni».

L’amministrazione comunale piacentina, spiegano Taruffi e Amico, «ha deciso di accogliere (con l’approvazione di un atto amministrativo) la richiesta di Confluence (peraltro lo stesso giorno in cui la richiesta è stata depositata, cioè lo scorso 24 luglio)». E poi, aggiungono, «il proponente ha ritenuto di utilizzare la procedura collegata all’articolo 8 del DPR 160 del 2010, riferita alla situazione di carenza di aree disponibili (che prevede l’intervento dell’amministrazione comunale per le variazioni urbanistiche)».

L’ultimo monitoraggio di Arpae sulla qualità dell’aria dell’intero territorio di Caorso, rimarcano, «risale al 2012, con risultati analitici piuttosto allarmanti, dati che è lecito attendersi in questi anni siano ulteriormente peggiorati». I due consiglieri rilevano poi che «il Piano territoriale di coordinamento provinciale vigente richiede di dare priorità, rispetto alla compromissione di nuove porzioni di territorio, al recupero e alla riqualificazione delle aree produttive dismesse e di garantire la coerenza tra assetto degli ambiti produttivi e assetto del sistema insediativo, del sistema infrastrutturale e dell’ecosistema, promuovendo in particolare l’utilizzo del trasporto su ferro e del trasporto combinato (in questo quadro è previsto che nuove aree per la logistica possano essere contemplate solo in ambiti già effettivamente serviti dalla ferrovia)».

Taruffi e Amico chiedono quindi l’intervento dell’esecutivo regionale anche per conoscere le motivazioni che hanno portato all’adozione della procedura collegata all’articolo 8 del DPR 160. Vogliono poi sapere, sullo stesso tema, dall’amministrazione regionale se ritenga ragionevole che le decisioni su un intervento urbanistico di tale portata rimangano in capo all'ambito locale.

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