«A Salvini piace il “bargnolino” fatto da me»: il nuovo consigliere leghista è Mariano Barbieri

Eugenio (detto “Mariano”) Barbieri, storico militante della Lega podenzanese («iscritto dal 1992, siamo stati io e Maurizio Parma i primi nel Piacentino, Salvini lo conosco da quando era un ragazzo») entra al posto di Chiara Reboli in Consiglio comunale in città. E ammette: «Ho preso diversi voti grazie all'omonimia con il sindaco»

Eugenio detto Mariano Barbieri, futuro consigliere leghista

È un leghista “della prima ora”, dal 1992 ci tiene a precisare, quando il Carroccio era ben lontano dal 45% ottenuto alle Elezioni Europee del 26 maggio. E dopo tanti anni di militanza, un ruolo di prestigio: rappresenterà il partito a Palazzo Mercanti. Eugenio Barbieri (conosciuto da tutti però come Mariano) sarà il prossimo consigliere della Lega in Consiglio comunale a Piacenza, dopo le dimissioni rassegnate dalla 24enne Chiara Reboli. Pensionato, ex commerciante, residente a Podenzano, Barbieri ha 69 anni ed è il marito di Silvia Pantano, già candidata a sindaco per il centrodestra nello stesso paese della Valnure. 

Non è certo il primo di questa consigliatura a risiedere lontano dal capoluogo (gli altri: Antonio Levoni, Massimo Trespidi, Stefano Cugini, Lorella Cappucciati). «Nel 2017 – spiega Barbieri - mi candidai alle Amministrative in città perché sono sempre stato un militante, ero in sezione al momento di compilare la lista e scelsi di mettermi a disposizione». Che idea si è fatto di questi primi due anni di mandato della Giunta Barbieri? «Questa Amministrazione non ha lavorato male, però poteva fare meglio. Forse ha pagato un po’ di inesperienza all’inizio. Ora c’è molta carne al fuoco, arrivo proprio in un momento caldo del mandato».Eugenio Mariano Barbieri-2-2

Barbieri non si sente però l’ultimo arrivato nel gruppo del Carroccio. «Sono il più vecchio tesserato della Lega, nessuno dei componenti dell’Amministrazione e del Consiglio era nel partito quando entrai». Se è per questo, qualcuno non era neanche nato, come i suoi futuri colleghi Marvin Di Corcia o Davide Garilli. «C’era Maurizio Parma con me, poi arrivarono Nelio Pavesi, Carlo Segalini, Massimo Polledri e tutti gli altri». Era decisamente un’altra Lega: c’è nostalgia per quel Carroccio o è giusta la strada indicata dalla Lega “salviniana” degli ultimi anni? «Questa mi piace molto – risponde – anche se ogni tanto qualche volta va "fuori dalle righe" e parla troppo. Ad esempio non mi è piaciuta la vicenda dei Minibot”».

La soddisfazione per il risultato delle Europee e l’ingresso in Consiglio a Piacenza non nasconde però l’amarezza per il risultato alle Elezioni Amministrative di Podenzano, perse contro il centrosinistra del sindaco Alessandro Piva. «Peccato, ci siamo andati vicino ma siamo arrivati come sempre secondi». Pensava che fosse la volta buona per il centrodestra? «Sì, alla domenica guardando al risultato delle Europee della Lega ci abbiamo sperato. Poi al lunedì dello spoglio delle Comunali, la doccia fredda».

Barbieri è noto nell'ambiente Lega anche per una dote non di poco conto: dicono che faccia un buonissimo "bargnolino", ben conosciuto e amato dallo stesso leader Matteo Salvini. È vero? «Salvini beve sempre il mio bargnolino, glielo faccio avere da anni. Matteo a Podenzano lo conosciamo bene da sempre, da quando era un ragazzo, mandato in giro dalla Lega per tenere comizi o incontrare i militanti sul territorio». Il 69enne ricorda un episodio in particolare. «La Lega incaricò proprio Salvini di presentare il “Trota” Renzo Bossi a Brescia, in Val Camonica, come candidato al Consiglio regionale lombardo, agli elettori. Beh, aveva un po’ di paura nel presentare il figlio di Bossi alla platea (non tutti amarono il gesto nepotista di candidare il figlio, nda). Allora chiese un po’ di sostegno a noi podenzanesi. Andammo in una decina nel bresciano per sostenerlo, in mezzo alla nebbia, con le nostre auto. Questo per dire quanto a Podenzano siamo attaccati alla Lega e a Matteo».

Il futuro consigliere si dimostra sincero e schietto anche quando si tratta di affrontare l’argomento della sua elezione. Per alcuni le sue 58 preferenze - che ora gli consentono il ripescaggio - sono frutto dell’omonimia con il sindaco Patrizia Barbieri. Una parte dei suoi voti potrebbe derivare dal fatto che, nella cabina elettorale, è stato scritto il cognome "della Barbieri” vicino al simbolo della Lega, attribuendo così il voto di preferenza all'unico Barbieri candidato nella Lega: lui. Proviamo a girare la questione al diretto interessato.  «Sì - ammette il leghista - credo proprio che sia andata così. Ma ora farò del mio meglio in questo ruolo di consigliere».

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