«Europa dei cittadini, non della finanza»: Pd a confronto con l’eurodeputato Zoffoli

L’incontro nella sede di via Roma con l’europarlamentare dem

«Non può esistere soluzione ai problemi nazionali se non dentro ad un’Europa che rappresenti una vera e propria casa comune. A maggior ragione per l’Italia. Gli italiani infatti sono solo lo 0,7% della popolazione mondiale, con un’età media di 46 anni, caratteristiche che ne limitano la competitività». Così l'eurodeputato democratico Damiano Zoffoli, ospite l’altra sera del Pd ha contribuito ad una riflessione franca sul dato elettorale delle ultime elezioni politiche.

«Se è pur vero tuttavia che in Europa c’è il 50% dei servizi socio sanitari rispetto al resto del mondo, e che il vecchio continente detiene metà del reddito mondiale, è anche vero che L’Europa è un progetto a metà, come il Pd» - ha sottolineato Zoffoli, presentato dal segretario provinciale Silvio Bisotti e supportato da un intervento tecnico del prof. Franco Timpano – il Pd è infatti nato proprio dalla volontà di trovare risposte inedite, di livello europeo, ai grandi cambiamenti mondiali: economia globalizzata, cambiamenti climatici, migrazioni epocali». Problemi a cui la politica approccia in modo alternativo: chiusura entro i confini nazionali, o completamento della casa comune europea, considerata da Zoffoli l’unica risposta vincente, in grado di continuare a garantire gli interessi dei Paesi membri, rispetto a politiche aggressive portate avanti in primo luogo da USA, Russia, Cina.

«Questo vale a maggior ragione per noi, data la fragilità che ci deriva dall’essere piccoli, pochi e vecchi- ha sottolineato l’eurodeputato - pensiamo quanti vantaggi ci porterebbe una comune politica della Difesa in risposta al terrorismo. Quanto sarebbe conveniente per noi una politica comune sull’immigrazione che oggi invece ci vede subire la volontà di quegli Stati, gli ultimi entrati in Europa, che si rifiutano di accogliere profughi e immigrati, pur avendo goduto di enormi aiuti, Quanto saremmo più forti se si decidesse di non dare più aiuti a chi non si fa carico anche dei problemi comuni, non solo delle risorse. «In queste argomentazioni - hanno concluso gli intervenuti - è necessario trovare nuova linfa per rilanciare il Partito Democratico, non guardando al passato, ma al futuro».

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