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Europa Verde: «La cava di Albarola preoccupa per l’inquinamento dei camion»

Dopo la presentazione della Via per il rinnovo della concessione mineraria, la consigliera regionale Zamboni chiede i motivi dell’esclusioni di residenti, viticoltori e associazioni dalla Conferenza dei servizi

La Regione faccia chiarezza sull'istanza di avvio del Procedimento Unico di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al rinnovo della concessione mineraria per l'estrazione di marna da cemento dalla cava di Albarola, nei comuni di Vigolzone e Rivergaro. Lo chiede Silvia Zamboni (Europa Verde) alla Giunta con un'interrogazione che prende le mosse dall’istanza presentata dalla ditta Buzzi Unicem. La capogruppo di Europa Verde vuole sapere «se la durata della concessione è di trenta anni, come apparso sulle cronache locali e come sostenuto dal comitato di cittadini interpellato da Europa Verde».

Altri due punti riguardano il monitoraggio «dell’impatto ambientale prodotto dalle attività di estrazione e trasporto, specificando se saranno impiegate centraline fisse o mobili», e le eventuali misure di mitigazione e compensazione previste (ambientali, monetarie) specificando le tempistiche. Zamboni, poi, chiede se è vero che alla prossima Conferenza dei servizi «non saranno ammessi» il Comitato per la difesa ambientale di Media Val Nure né Legambiente né l’associazione dei viticoltori Val Nure.

Infine, la Regione spieghi se «non ritenga necessario aggiornare la normativa che regola le attività estrattive e rilanciare il settore delle costruzioni riducendo il prelievo di materiale dalle cave a favore di una accelerazione nella direzione dell’economia circolare attraverso il recupero e il riciclo degli inerti provenienti dalle demolizioni edilizie e promuovendo la conoscenza e la diffusione di buone pratiche costruttive che prevedano a monte, in fase di progettazione, modalità di recupero dei materiali a fine vita delle costruzioni e l’impiego di materiali da riciclo».

I cittadini, ricorda la capogruppo, hanno visto i documenti presentati ad Arpae che indicano la durata della concessione in 30 anni e il passaggio di 200 mezzi pesanti al giorno (400 tra andata e ritorno), fattori che produrranno un forte inquinamento. I cittadini sono preoccupati: la ditta sarebbe disponibile a un rimborso o al rimboschimento di altre aree diverse da quelle individuate dai Comuni interessati. Inoltre, si chiede se sia stata fatta una verifica della staticità del ponte sul Nure a Ponte dell’Olio, su cui passeranno i camion.

Secondo Zamboni, appare eccessiva la durata di 30 anni in rapporto all’emergenza climatica «un fenomeno preoccupante che imporrebbe la possibilità di adeguamenti periodici delle attività produttive che impattano sul clima».

ponte di Pontedellolio-2

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